L’Angliru è una salita fantozziana

L’Angliru è una salita fantozziana

05/09/2025 2 Di Giovanni Battistuzzi

Il Pico de Gamonal è una montagna fantozziana, quasi sempre avvolta da un nuvolone da impiegati, che dona nebbia e umidità ai corridori per amore del ciclismo e quindi per fare loro un dispetto.

Pico de Gamonal però è un nome dolce, affettuoso, troppo per incutere timore. Per questo venne eliminato nel ciclismo in favore di un ben più convincente e intimorente Alto de l’Angliru. Poi, per brevità, divenuto Angliru e basta.

L’Angliru è una salita insensata e irrispettosa, di quelle che andrebbero bene per le mucche o per le capre, e lì in quella zona delle Asturie, di mucche e di capre ce ne sono parecchie e quella stradina dimenticata da Dio che era un’impresa e uno schifo farla col Pandino o col Jimmy serviva proprio per raggiungere le mucche e le capre. Anche se le mucche e le capre sanno il fatto loro e si arrangiano egregiamente da sole. Lo ricorda anche nei nomi dei luoghi: Cueña Les Cabres, lì dove per qualche centinaia di metri la pendenza raggiunge il 23 per cento.

È una salita degna della cattiveria della Coppa Cobram, ma senza l’iperbole comica che aveva la Coppa Cobram. Per questo è un richiamo irresistibile, mette in luce la nostra Schadenfreude, il nostro “provare piacere per la sventura altrui”.

Fu per uno scherzo crudele che gli organizzatori hanno voluto fare ai corridori che quella salita buona per Pandine e Jimmy divenne anche una salita buona per le biciclette.

Era la fine degli Novanta e il cartografo della Vuelta, Mario Ruiz, scoprì, sulla carta, questa strada che faceva 1.200 metri di dislivello in 12.800 metri. Cifre folli. Ma tanto le dovevano pedalare i ciclisti. Ancor più folli perché per sei chilometri la strada che portava sotto il Pico de Gamonal saliva come una salita comune e si concedeva pure un pianoro. È quello che veniva dopo che era una parete da scalata.

La scoperta generò eccitazione e giubilo. Tra gli organizzatori ovviamente. Quando dissero ad Alex Zülle, vincitore della Vuelta del 1997 e all’epoca uno dei leader della spagnola Once, della volontà di inserire questa salita nel percorso del 1998, lo svizzero chiese: “Ma siete matti?”. Non fu per questo che la lasciò la Once per approdare alla Festina, ma il dubbio resta. La migliore descrizione però fu quella di Gibo Simoni: “Una salita da mountain bike”.

L’Angliru non entrò però nella geografia della Vuelta nel 1998, dovette aspettare un anno perché era impensabile sistemare in pochi mesi una strada pensata per Pandini e Jimmy. Divenne l’appuntamento imperdibile del percorso del 1999. Il teatro della sfida, all’epoca pensata possibile, tra il miglior scalatore spagnolo, José María Jiménez, e il miglior scalatore in assoluto, Marco Pantani. I fatti di Madonna di Campiglio rovinarono i piani degli organizzatori. Almeno a metà, perché il 12 settembre 1999 lì sull’Alto de l’Angliru, José María Jiménez dimostrò di essere il miglior scalatore alla Vuelta. Il suo animo disperato fu il più lesto a salire in cima a quella salita disperata. Ma capace di concedersi a corridori capaci di trovare se stessi nella sofferenza.

Immagine tratta dal sito climbfinder.com. Qui la scheda completa della salita

Qui trovate la guida a tutte le tappe della Vuelta 2025