Bahrain – Victorious 2024

Bahrain – Victorious 2024

04/01/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Giovani di ottime speranze e meno giovani che non hanno la minima intenzione di mollare, anche perché alla consapevolezza di poter essere ottimi protagonisti nel grande ciclismo ci sono arrivati tardi. La Bahrain – Victorious 2024 è, in sintesi, soprattutto questo, una squadra che può puntare a grandi traguardi a patto che la netta cesura generazionale continui a funzionare come stimolo per entrambi. In questi ultimi anni tutto questo ha funzionato abbastanza bene. 

I capitani sono i soliti: in ordine alfabetico, Pello Bilbao, Damiano Caruso, Matej Mohoric con Wout Poels nel doppio ruolo di aiutante di lusso e battitore libero. Alla Bahrain – Victorious però sono convinti di aver lavorato bene negli ultimi anni e di avere già ricambi d’alto rango all’altezza. 

Non dovrebbe cambiare nemmeno il ruolo in gruppo: tante fughe, ma sempre con un occhio alla classifica generale nelle grandi e piccole corse a tappe e spazio alla fantasia nelle classiche (non potrebbe essere altrimenti, c’è Matej Mohoric). 

Cosa c’è di nuovo nella Bahrain – Victorious 2024 

Hanno salutato Jonathan Milan (andato alla Lidl – Trek) e Mikel Landa (finito alla Soudal – Quick-Step). Perse due certezze la Bahrain – Victorious ha deciso di puntare su due scommesse e mezzo. Alberto Bruttomesso non ha le caratteristiche di Milan, ma è un velocista che promette benone. È un neopro e gli ci vorrà tempo per abituarsi al salto di categoria, ma, dicono alla Bahrain – Victorious che è una scommessa con altissime possibilità di vincita. L’altra è Finlay Pickering. L’inglese ha 20 anni, in salita va che è una meraviglia e a cronometro non è piantato. L’anno scorso ha corso per la Trinity Racing, ha combinato poco o nulla (anche a causa di guai fisici), ma, dicono dal team britannico che ha valori fisici da corridore di primo livello. Per esserlo però deve diventare più bravo a stare in piedi. 

La mezza scommessa è Torstein Træen. L’anno scorso il norvegese ha fatto una signora stagione alla Uno-X. Ha dimostrato di essere un buon scalatore, soprattutto di avere fondo e parecchio coraggio. Non disdegna l’avventura, ha occhio buono per le fughe, soprattutto non ha problemi a fare il lavoro sporco. 

I corridori della Bahrain – Victorious 2024

  • ARASHIRO Yukiya, 39 
  • ARNDT Nikias, 32 
  • BAUHAUS Phil, 29 
  • BILBAO Pello, 33 
  • BRUTTOMESSO Alberto, 20 
  • BUITRAGO Santiago, 24 
  • BURATTI Nicolò, 22 
  • CARUSO Damiano, 36 
  • GOVEKAR Matevž, 23 
  • GRADEK Kamil, 33 
  • HAIG Jack, 30 
  • KEPPLINGER Rainer, 26 
  • MADAN Ahmed, 23 
  • MIHOLJEVIĆ Fran, 21 
  • MOHORIČ Matej, 29 
  • PASQUALON Andrea, 36 
  • PICKERING Finlay, 20 
  • POELS Wout, 36 
  • PRICE-PEJTERSEN Johan, 24 
  • RAJOVIĆ Dušan, 26 
  • SCOTT Cameron, 25 
  • SÜTTERLIN Jasha, 31 
  • TIBERI Antonio, 22 
  • TRÆEN Torstein, 28 
  • TU Sergio, 26 
  • WRIGHT Fred, 24 
  • ZAMBANINI Edoardo, 22

Va bene se 

La Bahrain – Victorious ha chiuso la scorsa stagione con 19 vittorie, ma molte di valore: quattro successi nei tre grandi giri, altre sei in corse World Tour. Riuscisse a vincere una tappa in ogni grande giro, è fattibile visto che la squadra proprio nelle tre settimane dà il suo meglio, sarebbe un ottimo risultato. Le ambizioni nelle classiche sono legate a un solo nome: Matej Mohoric. Lo sloveno ha un gran talento, anche se ondivago. Un podio nelle grandi corse a tappe sembra essere fuori portata. Però tra i cinque c’è chi ci può stare. Soprattutto se Santiago Buitrago si trasformerà da brutto anatroccolo in cigno. In salita va forte, la scorsa stagione ha dimostrato di avere le capacità di risollevare corse che sembrano essere partite storte. Gli manca la continuità, ma quella è la testa che la concede. 

Qualcuno su cui scommettere 

Se la Bahrain – Victorious riuscirà a mantenersi sui livelli dello scorso anno molto dipenderà da Matevz Govekar. Lo sloveno è uno dei più interessanti uomini veloci del gruppo. Non è corridore da volatone, ma potrebbe diventarlo. In gruppo ha imparato a starci e si sa muovere bene anche senza nessuno a fianco (un Andrea Pasqualon a suo servizio potrebbe agevolarlo assai). È soprattutto un velocista che sa reggere, e parecchio bene, gli strappi. E in un ciclismo dove le tappe da volata si fanno ogni anno più rognose, potrebbe essere per lui un vantaggio. 

E poi c’è Antonio Tiberi. La storia del gatto ucciso lo ha trasformato in una sorta di mostro in Italia. È stato sciocco, per non dire scemo. Ha capito però che deve essere più accorto, su e giù dalla bicicletta. Il talento è però tanto e Antonio Tiberi sembra aver capito come metterlo a frutto. E può essere fastidioso per gli avversari sia nelle corse di un giorno che in quelle di tre settimane. 

La bici della Bahrain – Victorious 

I corridori della Bahrain – Victorious pedaleranno ancora su biciclette Merida. L’azienda taiwanese darà loro l’ultimo modello della Reacto Team.