“Bottecchia imbronciato”, la 2a tappa del Tour de France 1924

“Bottecchia imbronciato”, la 2a tappa del Tour de France 1924

24/06/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

La strada che unisce Carentan e Valognes è un lungo rettilineo che corre sul crinale di una collinetta in un su e giù, molto francese, per superare altre collinette. Guardando a destra mentre si procede verso la punta della penisola del Cotentin, appariva il mare. Bastava andare con lo sguardo oltre i cipressi che c’erano allora, oltre i campi coltivati. Ed era un mare “di un blu potentissimo e una bella spiaggia dove sedersi comodi. Sono giorni di caldo e io in mare non ci sono mai entrato”. Maurice Ville, secondo all’arrivo della 2a tappa del Tour de France 1924 (bissando così il secondo posto colto al termine della prima), lo disse al giornalista Thierry Pencaout.

Thierry Pencaout era un vecchio giornalista con la barba lunga, l’umore ondivago e i modi spigolosi di un cinquantaseienne che ha brontolato per cinquantasei anni. Uno che aveva mandato a quel paese Henri Desgrange talmente tante volte che ormai non si contavano. Ed era l’unico a poterselo permettere. Era però anche uno dei pochi ad essere diventato giornalista partendo dalle classi sociali più svantaggiate, studiando tra una pausa del lavoro e l’altra. Ti ci porto io, disse. Tanto domani non correte e nelle giornate di riposo delle prime tappe c’è poco o niente da scrivere.

I due andarono verso le spiagge di Pouppeville. Con loro c’erano anche il cronista Victor Ley e il futuro presidente del Consiglio francese, Joseph Laniel, quell’anno al seguito del Tour per guadagnarsi qualche soldo.

Passarono ore gradevoli, si fermarono a mangiare in una trattoria a poca distanza dal mare, Maurice Ville disse ai commensali che quando avrebbe smesso con la bicicletta sarebbe ritornato lì e avrebbe aperto un locale.

Fortuna volle che non lo fece. Fortuna volle che si innamorò di una bella ragazza di Perpignano e dopo un po’ di anni a fare l’allenatore per la Nazionale di ciclismo su pista francese se ne andò a Perpignano. Quella spiaggia dove voleva costruire il locale era quella che gli alleati chiamarono Utah Beach.

(qui trovate il prologo e tutte le puntate dedicate al racconto, con le parole di allora, della primo Tour de France vinto da Ottavio Bottecchia, un secolo fa)

L’altimetria della 2a tappa del Tour de France 1924, il primo vinto da Bottecchia

La seconda tappa del Tour de France 1924 con le parole di allora

Così scriveva il Corriere della sera il 25 giugno del 1924:

La seconda tappa del giro di Francia da Le Havre a Cherbourg su 371 km di strade non troppo buone, si è svolta oggi in modo abbastanza regolare malgrado il numero incredibile di forature che ha colpito la generalità dei concorrenti. Crediamo che tutti debbano lamentarne almeno tre. Nei riguardi della classifica generale questa seconda faticosa tappa non cambia che lievemente quella stabilitasi nella prima. Bottecchia infatti per quanto in ritardo di qualche secondo, non abbandona né il primo posto, né la maglia gialla, poiché il vincitore d’oggi per conseguendo un vantaggio di tre minuti con la vittoria di tappa aveva già un ritardo di più di sei minuti in classifica. 

Brunero conserva pure un ottimo piazzamento fra i primi ciò che lascia più che mai sperare che egli possa distinguersi nelle prossime tappe di montagna. Ottime gare hanno puro oggi fornito Aymo. Vallazza e Enrici, riprendendo sempre con facilità, come il loro capo squadra, Brunero, quando erano ritardati da bucature. 

La squadra italiana del «bianco-oliva» è giunta compatta al traguardo comportandosi complessivamente in modo buonissimo, benché abbia oggi perso un elemento: Ferrario Arturo il quale soffriva agli occhi per la polvere catramata delle strade francesi e che ha abbandonato ad Isigny completamente acciecato. Ottima in generale la condotta di corsa degli altri italiani partecipanti nella categoria dei «turisti routiers» alla testa della quale passa oggi il tenace Pratesi che già fu vincitore lo scorso anno. 

Nella notte, i partecipanti si sono allineati nella piazza principale di Le Havre attorniati da circa un migliaio di persone che hanno voluto vegliare per ammirare ancora una volta i campioni della strada. Bottecchia giunto all’ultimo minuto, imbronciato causa una ritardata sveglia, è riconosciuto per la sua maglia gialla ed è salutato da un cortese applauso.  

I primi chilometri lungo la vallata della Senna sono percorsi con prudenza dal folto plotone di 136 partenti, ma la squadra dei «viola» passa in testa ed i fratelli Pélissier e Bottecchia accelerano l’andatura. Molti sono gli appiedati per bucature che riparano e ripartono prontamente. Numerosi gruppetti si formano e si inseguono al chiarore dell’aurora che spunta. 

In testa un plotone di 30 uomini marcia veloce e regolare e passa a Rouen alle 5.20. fra una fitta siepe di operai che si recano al lavoro. Dietro di loro a brevissimo intervallo giungono gli inseguitori, fra i quali Francis Pélissier che aveva rotto una ruota, ma che ne ha prontamente trovata una di ricambio. 

Su un breve dislivello Bottecchia va in testa a ravvivare l’andatura, imitato da Enrici. I due prendono trecento metri di vantaggio, ma il gruppo è presto riformato ed anzi si ingrossa nella pianura seguente poiché ottimi elementi, come Sellier e Francis Pélissier, riconducono i ritardatari. Più di cinquanta concorrenti transitano insieme alle 7.30 da Honfleur (km160). Si passano ora Ie spiagge mondane di Trouville e di Deauville dove cominciano ad affluire i bagnanti. Da Honfleur a Cuers le strade sono ottime e le forature avvengono meno di frequente e il gruppo si mantiene compatto. 

Gli appiedamene per bucature sono più numerosi da Caen a Carentan (km 310), ma l’andatura è moderata e tutti i ritardatari rientrano facilmente in gruppo.  Quarantacinque uomini giungono insieme al controllo di Dives, si riforniscono prontamente, perché viene tolta la neutralizzazione, e ripartono ancora compatti. Fino a Cherbourg non sopravvengono mutamenti ed il grosso plotone inizia l’ultimo chilometro accelerando tumultuosamente l’andatura. In testa sono ancora i fratelli Pélissier e Bottecchia ma vengono attaccati ai due lati da numerosi avversari e rinchiusi in modo irrimediabile. Frantz, Jacquinot e Bellanger riescono a farsi luce e la vittoria rimane a Bellanger che dei tre è il più veloce. 

L’ordine d’arrivo della 2a tappa del Tour 1924

  1. Romain Bellenger: 14 ore 34 minuti e 31 secondi
  2. Maurice Ville s.t.
  3. Nicolas Frantz s.t.
  4. Robert Jacquinot s.t.
  5. Jules Huyvaert s.t.
  6. Louis Mottiat s.t.
  7. Félix Sellier @ 24sec
  8. René Gerard s.t.
  9. Fernand Lemay s.t.
  10. Georges Cuvelier s.t.

La classifica generale dopo la 2a tappa

  1. Ottavio Bottecchia 29 ore 35 minuti e 9 secondi
  2. Maurice Ville a 2min 36sec
  3. Nicolas Frantz s.t.