Il tranquillo Bottecchia – L’11a tappa del Tour de France 1924

Il tranquillo Bottecchia – L’11a tappa del Tour de France 1924

12/07/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Così La Stampa, il 13 luglio del 1924, raccontò la Briançon-Gex, 307 chilometri, corsa il giorno precedente. Era l’11a tappa del Tour de France 1924, il primo vinto da Ottavio Bottecchia (qui trovate il prologo e tutte le puntate dedicate al racconto, con le parole di allora, della primo Tour de France vinto da Ottavio Bottecchia, un secolo fa).


L’altimetria della 11a tappa del Tour de France 1924, il primo vinto da Ottavio Bottecchia

11a tappa Tour de France 1924 Briançon-Gex Bottecchia

Gex. L’undicesima fatica svoltasi ancora su un duro percorso delle Alpi, pur non avendo segnata una vittoria italiana, perché il nostro Bottecchia e giunto all’arrivo allo stesso tempo del vincitore ma non primo, ha messo in rilievo la progressiva forma di Aymo, che in questa tappa specialmente è stato meraviglioso per combattività e decisione.  

Le Petit Parisien aveva offerto un premio di 300 franchi al corridore che fosse giunto primo sulla vetta del famoso Galibier che, dopo una continua e snervante salita di circa 25 chilometri raggiunge l’altezza di 2.658 metri sul livello del mare. Aymo è giunto primo al nuovo traguardo. Poi nella discesa vertiginosa, quando era nel gruppo di testa, composto da lui, Brunero, Tiberghien e Muller, durante un giuoco di alternative, fatto con l’altro corridore della Legnano, ha subito una bucatura, senza la quale non è azzardato affermare che egli avrebbe potuto fare sua la vittoria di tappa. 

I commissari hanno notato una manovra nella seconda parte della tappa, quella pianeggiante. Mentre Brunero in testa temporeggiava in attesa che Aymo, riparata la foratura, lo raggiungesse, Beckmann e Muller si arrestarono, per riapparire dopo alcuni minuti alle spalle del leader con Frantz e Tiberghien, cercando di rendere dura la ripresa, poiché Aymo si trovava davanti al gruppo di Bottecchia, Alavoine ed altri. La passività dei due corridori Beeckmann e Muller è stata deferita dai commissari alla giuria. 

Nella classifica generale non mutano i posti, ma Frantz, per la vittoria conseguita nella tappa, alla velocità media di km 26,170 all’ora, considerando i tre minuti di questo successo, resta avvantaggiato di tale deferenza rispetto a Bottecchia, che vede il suo distacco ridotto a 38’52”, e rispetto a Brunero, che ieri era a 3’8″ dal lussemburghese e che, pur rimanendo terzo, vede aumentato il suo distacco dal lussemburghese dei tre minuti regolamentari.  

La partenza da Briançon, che doveva effettuarsi alle ore 3,30, è avvenuta con venti minuti di ritardo. I 64 corridori rimasti nella titanica gara hanno preso il via alle ore 3,50 con un tempo splendido e allietato da una frescura ideale. 

Il gruppo si mantiene compatto sul primo tratto di strada lievemente In pendenza, tanto che Vallazza, il primo colpito dall’imprevisto della bucatura, può riprendere e mantenersi nel gruppo di testa.  

La fila indiana si snoda poi più difficilmente nella tortuosa valle chiusa dal Lautaret, mentre il cielo è illuminato dai primi raggi solari. È già giorno quando i corridori, alle 5,23 si mettono in assetto per iniziare l’ascesa del Galibier dopo avere cambiato i rapporti.  

Avmo e Buysse sono in testa e guidano un gruppetto in cui figurano ai primi posti Brunero, Vallazza, Frantz, ecc. A qualche diecina di metri seguono Bellenger, Bottecchia e gli altri. 

La salila è faticosa. Tutte le schiene sono curve. La strada che sale alla vetta è stretta e ingombra da un folto pubblico aspettante. A 500 metri prima del culmine, Aymo scatta, suscitando l’ammirazione dei competenti per la grande facilità con cui riesce a sbarazzarsi di forti avversari. Brunero insegue, con Buysse alla ruota, senza però preoccuparsi della fuga del suo compagno che ha per obbiettivo il premio del traguardo.  

Aymo giunge primo alla vetta, compiendo in 31′ i sei chilometri dell’erta del Galibier. Seguono nell’ordine Brunero e Frantz con 32″ di ritardo, poi Bottecchia, Beckmann, Muller, Vallazza e altri. 

Nella pericolosa discesa verso il Colle del Telegrafo e poi di san Michele di Mortali, Aymo e Brunero audacemente migliorano il vantaggio. Bottecchia invece si attarda, tanto che al controllo di San Michele, mentre Brunero e Aymo passano alle 7 e Beckmann. Muller. Tiberghien, Frantz, Alavoine qualche istante dopo, il leader passa con Canova e Buysse con 9 minuta di ritardo. 

Dopo il controllo, raggiungiamo il primo gruppo dei ritardatari in cui si trova Bottecchia, gruppo che procede a una andatura di 31 chilometri all’ora. Più avanti troviamo Aymo che insegue furiosamente, dopo essere stato danneggiato da una foratura, il gruppetto dei leader che si trova a 500 metri circa avanti a lui. Aymo dopo circa tre chilometri, riprende contatto con gli uomini di testa che vanno a forte andatura, incitati anche da Frantz. Siamo a venti chilometri da Albertville.  

Il gruppo di Bottecchia, Vallazza, Alavoine si avvicina per riallacciarsi ai leader al controllo di rifornimento di Albertville (139 chilometri) dove giungono 14 uomini alle 9,19, dopo un inseguimento di circa 10 minuti.  

Nelle pittoresche gole dell’Orly, di cui si rimonta il corso, nessuno si stacca malgrado l’andatura severa. Le strade piane permettono anzi ad alcuni ritardatari di riprendere contatto.  

L’ultima salita di Colle degli Aravis che fra ascese e falsi piani misura circa dodici chilometri, è attaccata in testa da una ventina di corridori.  

Nell’ultimo tratto dalla pendenza assai severa, il gruppo si disgrega sotto l’impulso di Aymo. E in cima al colle Aymo è al comando, seguito da Brunero, Frantz, Bottecchia e Buysse.  

Nella lunga discesa che porta al lago di Annecy tutti riprendono contatto e al controllo a firma 13 uomini passano insieme alle 12,27. A questo punto gli uomini della Legnano, che furono i soli a movimentare la corsa, si sono rassegnati. Il treno di conseguenza langue e diventa una processione con frequenti arresti che la giornata assai calda giustifica.  

Negli- ultimi venti chilometri Aymo coglie la occasione di alcune piccole salite per tentare alcune fughe, nonostante la sua forte moltiplica, e ogni volta che egli scatta raggiunge le piccole vette con un certo vantaggio sui vari gruppetti che lo seguono. Poi il legnanse desiste e ripete più tardi il suo tentativo. 

Nella fase culminante della corsa, Brunero è sempre stato tranquillo, favorendo la fuga di Aymo, ma ora incalza dietro al campione del Lussemburgo. L’arrivo avviene su uno stretto viale dove, solo in prossimità dell’arrivo, degli steccati lasciano libero il passo. È per questo che Frantz, aiutalo dai suoi compagni, può entrare nel rettilineo con alcune lunghezze di vantaggio, che poi può mantenere, malgrado Bottecchia, Aymo e Brunero, finiscano fortissimi, confusi in un gruppo che neppure i giudici hanno potuto classificare con precisione, assegnando a tutti il medesimo numero di arrivo. 

L’ordine d’arrivo della 11a tappa del Tour de France 1924

  1. Nicolas Frantz in 12hr 3min 51sec
  2. Jean Alavoine s.t.
  3. Félix Goethals s.t.
  4. Théophile Beeckman s.t.
  5. Ottavio Bottecchia s.t.
  6. Bartolomeo Aymo s.t.
  7. Luien Buysse s.t.
  8. Romain Bellenger s.t.
  9. Raymond Englebert s.t.
  10. Hector Tiberghien s.t.

La classifica generale dopo l’11a tappa

  1. Ottavio Bottecchia in 163hr 40min 14sec
  2. Nicolas Frantz a 38min 52sec
  3. Giovanni Brunero a 45min 37sec