Ciclomercato. Come cambiano le squadre nel 2024

Ciclomercato. Come cambiano le squadre nel 2024

26/09/2023 0 Di Redazione

C’è chi in questo ciclomercato c’ha dato dentro da subito, dal primo agosto, per ingaggiare gli uomini più adatti agli scopi futuri, per continuare come è iniziato il triennio che porterà a nuove retrocessioni e nuove promozioni secondo il nuovo modo di intendere il ciclismo che lo stesso ciclismo si è dato. Risultati che si sommano negli anni, punteggi che determinano classifiche che nessuno guarda, ma che diventano totalitarie l’ultimo anno, perché stare su, nel World Tour significa molto, a volte tutto, senz’altro la presenza assicurata in quelle gare importanti, quelle nelle quali chi paga per mettere il marchio su di una maglietta vuole esserci e magari davanti, sul podio, meglio quello più alto.

C’è chi ha bisogno solo di qualche aggiustamento, chi di qualcuno in più.

Il grande sconquasso delle fusioni, o meglio fagocitosi, non c’è stato. Soudal-Quick-step e Jumbo-Visma continueranno separate.

Quello che è certo è che non vedremo più Thibaut Pinot, né al Tour de France, dove quest’anno è riuscito a sintetizzare perfettamente – ruote su asfalto – il perché per anni ci ha appassionato tanto la sua carriera fatta di speranze, sogni e risvegli tristi, né altrove. E non ci sarà nemmeno il grande innovatore, l’uomo che contribuì a spingere il ciclismo fuori dalla sua zona di conforto, Peter Sagan. Non vedremo il cuore di pietra di Greg van Avermaet, lo spirito inquieto di Rohan Dennis e quello coraggioso di José Herrada.

Come ogni anno accade li rimpiangeremo per qualche corsa, poi ci innamoreremo di qualcun altro. Perché in fondo il ciclismo è solo la forma più veloce del pedalare, le ruote girano e ci portano da qualche altra parte.

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