Quegli 8.200 metri di D’Aiuto alla Coppi e Bartali 2026

Quegli 8.200 metri di D’Aiuto alla Coppi e Bartali 2026

26/03/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Ottomiladuecento metri. Una distanza lunghissima da pedalare da soli con un gruppo intero alle spalle. Ottomiladucento metri. Ma dove vuoi andare?, si chiedevano i più. Ma cosa pensi di fare?, si domandavano tra il tracotante e l’infastidito i gregari. E mentre Filippo D’Aiuto pedalava avanti a tutti, con addosso il ruolo di preda dal destino segnato, dietro si guardavano. Tiro io? Tiri tu? Dai tira tu.

Intanto i metri che separavano il corridore della General Store-Essegibi-F.lli Curia dall’arrivo della seconda tappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali 2026 calavano a decine. Dietro nemmeno litigavano. Chi era davanti era solo un illuso, sarebbe rientrato nei ranghi, pensavano.

Quel corridore con la maglia verde fluo con troppi sponsor e troppi nomi – tipico delle piccole squadre che puntano all’addizione di piccoli sponsor per provare in qualche modo a sopravvivere – però se ne fregava bellamente delle considerazioni, un po’ supponenti, di chi lo inseguiva. Filippo D’Aiuto pedalava, ogni tanto si girava, guardava indietro. Vedeva il gruppo sempre più distante. E non ci credeva. Non credeva a quello che vedeva. E così si rigirava ancora. E ancora.

Ha iniziato a capire cosa stava succedendo quando ha toccato i freni per affrontare l’ultima curva a quattrocento metri dall’arrivo. Capire non vuol dire però avere per forza consapevolezza. E così si è girato ancora dopo averla conclusa. Davanti vedeva il traguardo, dietro il gruppo, ma in lontananza, a distanza di sicurezza.

Filippo D’Aiuto ha superato il traguardo per primo, con il fare un po’ basito e un po’ goffo di chi non è abituato a vincere, di chi non sa bene se quella è la realtà o una beffa della mente, un miraggio, qualcosa del genere. Ha iniziato a capire che tutto quello non era un’illusione quando la bicicletta ha iniziato a ballonzolare, rischiando di trasformare la gioia in farsa. Ha rimesso le mani sul manubrio, è rimasto in sella. Filippo D’Aiuto ha vinto la seconda tappa della Settimana internazionale Coppi e Bartali 2026.

Una piccola compensazione per quello che aveva vissuto il 28 febbraio, quando venne squalificato dopo aver vinto il Memorial Polese dopo una fuga solitaria di 60 chilometri per una leva cambio-freno troppo spostata all’interno. Una leva che era rimasta così dopo una caduta. Non meritava questo. Si è rifatto nel miglior modo possibile.

Qui puoi rivedere la diretta della 2a tappa della Settimana Coppi e Bartali 2026