Edoardo Affini e l’importa di essere al Tour de France
03/07/2026Edoardo Affini era sicuro di non correre questo Tour de France a causa di una caduta. E invece è al via. Nonostante punti, lividi e dolori
L’uomo che non doveva esserci, invece c’è e sorride ripensando ai brutti pensieri, alle paure, a quella sensazione di vuoto e scoramento che lo aveva invaso. L’uomo che non doveva esserci a questo Tour de France e invece a questo Tour de France c’è aveva creduto di aver perso tutto a causa di un’imperfezione: “Era un tratto in discesa con due tornanti, seguito da un rettilinea. Quell’ultima curva era in realtà una delle più facili, ma avevo perso un po’ di aderenza sulla ruota posteriore. Ho preso quel tratto parecchio veloce. In uscita dalla prima curva ho perso la ruota posteriore, ma l’ho recuperata subito. La ruota anteriore però è finita in una piccola crepa nell’asfalto. Quindi ho preso la traiettoria completamente sbagliata nella seconda curva e ho perso di nuovo aderenza dietro. Non sono riuscito a correggere e mi sono ritrovato contro il guardrail”, ha spiegato Edoardo Affini.
Il corridore italiano del Team Visma | Lease a bike ha pensato in quel momento che tutto fosse perduto. “L’ho pensato quel giovedì sera e poi pure il venerdì mattina. Mi sono detto: non ce la farò. Venerdì ho fatto una risonanza magnetica e il risultato è stato positivo. Dopodiché, c’è stato un consulto con il medico della squadra e lo staff medico, e hanno pensato che probabilmente ci sarebbe stato ancora un modo per farcela”.
E al via della Grande Boucle Edoardo Affini c’è nonostante “una ferita profonda vicino alla cresta pelvica” e quindi “punti di sutura, sia interni che esterni” oltre a “lividi e graffi dappertutto”.
Edoardo Affini ha davanti 3.333 chilometri e 54.450 metri di dislivello ed è già acciaccato. Sa che sarà una sofferenza, perché un grande giro è sempre una sofferenza, ma se ne sbatte. Perché essere al Tour è un’onore che fa passare tutto in secondo piano. Anche le botte, soprattutto le botte.

