Quel grazie grande come un velodromo che dobbiamo dire a Elia Viviani

Quel grazie grande come un velodromo che dobbiamo dire a Elia Viviani

10/10/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Ancora 169,5 chilometri di strade da pedalare. Ancora qualche giro di pista. Poi Elia Viviani scenderà di bicicletta e non si attaccherà più un numero sulla schiena.

Prima del ritiro però Elia Viviani correrà ancora il Giro del Veneto il 15 ottobre e la corsa a eliminazione ai Mondiali di ciclismo su pista il 26 ottobre (qui un breve manuale su tutte le discipline che si corrono nei velodromi). Il saluto, l’ultimo su di una bicicletta, lo darà quel giorno. È domenica 26 ottobre il giorno del grazie che dovremmo dirgli. Perché Elia Viviani non è stato solo un corridore, un velocista, è stato l’uomo che ci ha ridonato l’amore per uno sport che rischiava di diventare un passato impolverato, almeno in Italia: il ciclismo su pista. Il suo amore per i velodromi ha risvegliato il nostro.

Grazie. Grazie, per questo, per tutto.

Un grazie che gli hanno già detto in tanti. A partire da quei ragazzini e quelle ragazzine che per imitarlo sono entrati nei velodromi. Quei ragazzi e quelle ragazze diventati uomini e donne e poi campioni e campionesse. Da Filippo Ganna a Jonathan Milan, da Francesco Lamon a Manlio Moro. Da Elisa Balsamo a Chiara Consonni, da Martina Fidanza a Letizia Paternoster. E poi tanti e tante altri e altre.

Una grazie che gli ha detto Simone Consonni, compagno di tanti giri di pista, suo pesce pilota per due stagioni.

Elia Viviani è stato un motore di passione. Ci ha fatto capire cosa ci stavamo perdendo. Ci ha fatto rivedere noi giovanissimi in un velodromo, la passione di quei giorni bambini. E ci ha fatto chiederci: ma perché rinunciare a tutto questo.

Elia Viviani ritiro

E lo ha fatto, per anni, nel disinteresse generale, seguito solo da nostalgici e da quei pochi che credevano che anche noi italiani avremmo potuto tornare a contare qualcosa nei velodromi: Davide Cassani e Marco Villa su tutti (anche se non i soli).

Alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 era l’unico italiano in gara nelle prove su pista. Con lui erano partite solo in altre cinque: Beatrice Bartelloni, Simona Frapporti, Tatiana Guderzo, Francesca Pattaro, Silvia Valsecchi. Da quei Giochi olimpici, Elia Viviani tornò in Italia con l’oro nell’Omnium.

Fu l’inizio di tutto. Fu l’inizio di una nuova èra. Un’èra che ci ha fatto esultare per medaglie e vittorie, che ci ha riportato ai velodromi e ad accendere la tivù per vedere le gare nei velodromi.