La guida alla corsa maschile degli Europei di ciclismo 2026

La guida alla corsa maschile degli Europei di ciclismo 2026

30/09/2026 0 Di Angelo Iannucci

Domenica è il giorno della prova in linea riservata agli uomini degli Europei di ciclismo 2026 che si corrono in Slovenia. Partirà da Lubiana e terminerà a Šenčur dopo 196,9 chilometri e 2.500 metri di dislivello.

Il percorso della prova maschile degli Europei di ciclismo 2026

Il percorso è quello di tutte le altre corse di questi Europei di ciclismo 2026 (qui trovate il calendario con tutte le corse), cambia soltanto il numeri di giri del circuito finale. I professionisti lo dovranno pedalare per cinque volte.

Il circuito è caratterizzato dalla salita di Možjanca: 2.100 metri al 10,2% di pendenza media, un tratto al 15,8% e gli ultimi 200 metri durissimi, posta a circa metà del tracciato finale.

Quella che porta a Možjanca è una salita tosta, tostissima, abbastanza lunga per poter fare la differenza, abbastanza corta per provare a resistere agli scatti degli scalatori. Essendo così dura però potrebbe essere difficile creare grandi distacchi. Il punto più delicato del percorso è quello che inizia appena dopo lo scollinamento: lì iniziano tre chilometri con un lungo falsopiano, un breve discesetta e un altro strappetto prima della discesa tecnica che riporta a valle. La discesa termina a 5.300 metri dal traguardo di Šenčur.

L’altimetria della prova maschile degli Europei di ciclismo 2026

Chi può vincere l’Europeo

 
Remco Evenepoel è in Slovenia in cerca di riscatto dopo la deludente trasferta canadese per i Mondiali (ha vinto Brandon McNulty). Le motivazioni per fare bene ci sono: il ventiseienne belga ha già conquistato Mondiali e Olimpiadi (entrambe sia in linea che a cronometro), ha vinto moltissime corse ma ancora non ha il titolo europeo nel suo palmarès. Al suo fianco ha una squadra forte, anche senza Wout van Aert. Potrà contare su Maxim van Gils e Quinten Hermans (con lui a Montréal), Jenno Berckmoes, Ramses Debruyne, Sander De Pestel, Ilan van Wilder e Louis Vervaeke.

Tra chi proverà a batterlo c’è senz’altro Primož Roglič. Lo sloveno corre in casa ed è in ottima forma: lo si è visto alla Vuelta, lo si è visto, soprattutto, in Canada. Rinuncia al suo amato Giro dell’Emilia per provare a festeggiare nel suo paese un titolo europeo. Sempre che Jakob Omrzel non si metta in testa di far vedere perché in Slovenia lo considerano una certezza di vittorie future.

Anche l’Italia può ben figurare: Giulio Ciccone ha corso un buon Mondiale, Giulio Pellizzari è in buona forma. Christian Scaroni è poi più di un gregario e Alessandro Fancellu e Ludovico Crescioli sono corridori di sostanza.

Stesso discorso va fatto per la Francia. Certo non c’è Paul Seixas, il corridore più talentuoso tra i transalpini, ma Romain Grégoire, Mathys Rondel e Kévin Vauquelin sono tre atleti di grande valore. E Alex Baudin e Léo Bisiaux sono ciclisti di grande talento.

La Spagna punta su Juan Ayuso, come sempre enigmatico, capace di tutto o di niente a seconda della giornata.

E infine ci sono Mathias Vacek e Mads Pedersen. Possono vincere? Difficile, forse il circuito finale è troppo duro per loro. Eppure sono corridori resistenti, tenaci e furbi. E non è detto che la salita possa fare più danni di quei tre chilometri che separano il Gpm dall’inizio della discesa.