Un’altra Ora per Fausto Coppi

Un’altra Ora per Fausto Coppi

05/11/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Sette novembre, 1942. A Milano, sull’ovale del velodromo Vigorelli, c’è un ragazzo magro, vestito con una maglia color oliva con le maniche rosse corte. Ha lo sguardo timido e determinato. E un’ora di pedalate davanti. Sa benissimo che quella sarà la sua ora più lunga.

Quel giorno, c’era la guerra fuori dall’impianto milanese. Dentro però, almeno per sessanta minuti, i pochi spettatori presenti sulle scalinate non prestavano attenzione al mondo che era pronto per implodere. C’era solo il rumore secco delle ruote e la curiosità di vedere dove poteva arrivare quell’imberbe che già parecchio aveva fatto parlare di sé due anni prima.

A bordo pista, nel silenzio operoso di chi conosce la bicicletta e quanto è faticoso girare i pedali a tutta, Giovanni Cuniolo, detto “Manina”, tortonese, colui che per una carriera rivaleggiò con Giovanni Gerbi, il Diavolo rosso, guarda l’allievo iniziare a trasformarsi in un mito.

Perché sulle listarelle di pino di Svezia del Vigorelli, Fausto Coppi in un’ora percorre 45 chilometri e 798 metri. E quel numero, 45,798, diventa, allora e per i tredici anni e mezzo successivi, la cifra della velocità e della resistenza. Il limite umano oltre il quale sembra difficile, quasi impossibile spingersi: il Record dell’Ora. Un Record dell’Ora stabilito senza allenamento specifico, con una guerra che chiamava e reclamava soldati e morti. Un Record dell’Ora che sembrava una buona idea per una via di fuga dalle armi. Non andò così.

Ottantatré anni dopo l’impresa di Fausto Coppi è ancora viva nella memoria, ormai quasi esclusivamente letteraria. Se ne parla ancora.

Ottantatré anni dopo il tempo si riavvolge.

Giovedì 6 e venerdì 7 novembre Fausto Coppi tornerà a essere protagonista nelle presentazioni di “Fausto, il mio Coppi – Storia di un amore in salita nel diario della moglie Bruna” (Lab DFG, 2025) di Luciana Rota.

Giovedì, alle ore 18, presso la Biblioteca Civica di Novi Ligure, l’autrice dialogherà il giornalista Luca Lovelli alla presenza di Marina Coppi, nipote del Campionissimo, e di Claudio Chiappucci. Venerdì 7 novembre, sempre alle 18, ma alla Biblioteca Civica di Tortona, si replica, ma con Luciana Rota ci sarà Giovanni Cuniolo, pronipote di “Manina”.

Il libro non è una biografia, ma un ritorno a casa.

Luciana, figlia del giornalista Franco Rota, amico e portavoce del’Airone, ha raccolto le parole che Bruna – la moglie di Fausto Coppi – aveva dettato proprio a suo padre.

In quelle pagine non ci sono né i trionfi né il gossip. C’è la vita vera, quella che resta quando le ruote smettono di girare. C’è Fausto che scrive dall’Africa: “Amore mio, qui c’è vento e sabbia, ma penso sempre a te”. E c’è Bruna che lo aspetta, con la testardaggine che solo le donne delle guerre — e dei campioni — conoscono.

Come scrive Maurizio Crosetti nella prefazione, “Fausto Coppi è una storia d’amore che non finisce mai”. E davvero, ogni volta che lo si racconta, il tempo si piega come la pista del Vigorelli: gira, gira, e torna sempre a quel punto, a quell’ora.

Così, a Tortona, tra scaffali di libri e fotografie in bianco e nero, Coppi tornerà in vita un’altra volta. E di quell’impresa incredibile, perché incredibile lo era davvero (potete leggere un racconto anche nel libro che ho scritto con Gino Cervi “Alfabeto Fausto Coppi”), tornerà a essere un presente.