La Freccia del Brabante della redenzione di Evenpoel e van Aert

La Freccia del Brabante della redenzione di Evenpoel e van Aert

18/04/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Si sono trovati là davanti a cinquanta chilometri dall’arrivo della Freccia del Brabante 2025, entrambi in fuga non solo dal gruppo, soprattutto dai brutti pensieri, dall’insicurezza di un passato recente che si era fatto tetro. Remco Evenepoel e Wout van Aert avevano i loro buoni motivi per cercare di fuggire da mesi di sofferenze e incertezze.

Il 2024 di Wout van Aert è stato da dimenticare. E sì che era partito bene, pieno di ambizioni e buone sensazioni. Poi alla Dwars door Vlaanderen il patatrac: la caduta, le fratture, il sogno Fiandre che sfuma e scompare. Era tornato in bicicletta che era quasi estate, aveva con difficoltà ripreso a pedalare forte. Era tornato alle corse alla Vuelta, aveva fatto fatica, poi era tornato a vincere, prima che una caduta, l’ennesima, lo facesse ripiombare nel grigiume dell’insicurezza.

Remco Evenepoel aveva invece vissuto un 2024 eccellente. Un Tour de France nel quale aveva capito di poter rivaleggiare nelle tre settimane con chiunque; due medaglie d’oro alle Olimpiadi di Parigi 2024; la vittoria nella cronometro dei Mondiali di Zurigo; un secondo posto al Giro di Lombardia che era stato un avviso a tutti: anche nella classica più dura posso dire la mia. Poi una portiera aperta senza guardare da un automobilista. La caduta, l’ospedale, il dolore, l’incertezza del futuro, la paura che tutto potesse essere compromesso.

Wout van Aert era tornato alle corse in inverno, nel ciclocross, suo primo amore. Era tornato con grande fiducia. Una fiducia che si è sgretolata man mano, corsa dopo corsa.

Remco Evenepoel ci ha messo tanto, troppo a dir suo, a tornare a pedalare. La fiducia l’aveva persa. È ritornata vedendo la fiducia che sua moglie riponeva in lui. Alle corse è tornato oggi, alla Freccia del Brabante.

Wout van Aert e Remco Evenepoel sono fuggiti dal gruppo per sfuggire dai brutti pensieri. Hanno trovato l’avanguardia della corsa, prima assieme a Joseph Blackmore, poi da soli.

Wout van Aert e Remco Evenepoel hanno provato a restare uno senza l’altro. Non ci sono riusciti. Remco Evenepoel ha aumentato la fiducia in se stesso mano a mano che i chilometri al traguardo diminuivano. Wout van Aert lo stesso.

Remco Evenepoel è riuscito a staccarsi di dosso i fantasmi che lo inseguivano o che forse lui inseguiva. Wout van Aert no.

A duemila metri dall’arrivo quei fantasmi hanno ripreso Wout van Aert e lui ha smesso di dare i cambi a Evenepoel. Si è sentito in difetto, ha percepito la necessità di vittoria, è stato invaso dalla paura di fallire. Non è un fallimento un secondo posto, a patto che non lo si viva come tale.

Ha perso in quel momento.

La volata finale è stata solo la certificazione di questo. Tra la voglia di vincere e la paura di essere battuto vincerà sempre la prima, anche se in volata sei uno tra i più forti, anche se sei Wout van Aert.

La Freccia del Brabante l’ha vinta Remco Evenepoel.