Montagne per bici. Il coraggio di chiudere i passi a auto e moto
02/06/2025Montagne per sole bici? Il 15 giugno in Svizzera verrà chiuso al traffico il passo del Lucomagno al passaggio di auto e moto
Il 15 giugno prossimo, in Svizzera, accadrà qualcosa che in Italia suona ancora come un gesto sovversivo: verrà chiuso al traffico il passo del Lucomagno, e per quattro ore sarà tutto per biciclette, pedoni e pattini. Niente motori, niente scarichi, niente clacson. Solo ruote silenziose e fiato corto. E no, non è una manifestazione sportiva, non ci sono pettorali, medaglie o cronometri: è un progetto politico. Anzi di più, è una sfida culturale.

Quella del cantone dei Grigioni vuole essere un’iniziativa che, nei fatti, restituisce temporaneamente ai ciclisti spazi normalmente dominati da cavalli meccanici. Una mobilità lenta che pretende legittimità, non solo tolleranza. Quest’anno, oltre al Lucomagno, infatti toccherà anche ai passi dello Spluga, dell’Umbrail e dell’Albula. Un poker alpino silenzioso, pulito, faticoso. Fabio Schnellmann di Ticino Cycling lo dice chiaro: “Si fatica perché non c’è ancora la mentalità”. La frase non è nuova, ma resta vera: basta aprire i commenti al post Facebook della RSI su queste chiusure per trovarsi nel solito cortocircuito di indignazione e sarcasmo. Insomma il problema non è logistico, ma culturale.
Chi pedala non è mai innocente, ha sempre qualche colpa da espiare, almeno nel dibattito pubblico. Anche quando si arrampica su un passo di montagna a cuore in gola e gambe in fiamme. Lo si vede in Italia, dove persino eventi giganteschi come la Maratona delle Dolomiti — 9mila iscritti, richieste dieci volte superiori — sono storicamente bersaglio di commenti rancorosi: “Bloccano tutto”, “Chiudono le strade per quattro fighetti”, “E noi automobilisti?”. È come se il diritto alla mobilità fosse ancora uno e uno solo: a motore, altrimenti è capriccio.
Eppure i numeri dicono altro. Solo l’anno scorso, oltre 14.000 persone hanno partecipato alla giornata senz’auto sull’Umbrail, tra Val Monastero e Alta Valtellina. 7.000 hanno affollato lo slowUp dell’Albula. Non sono minoranze creative: sono numeri da turismo vero. In Svizzera lo sanno, e infatti le giornate senz’auto non sono folklore ma offerta turistica, con tanto di programmazione cantonale.
Il Lucomagno, va detto, non è un’autostrada: 700 veicoli al giorno, media annuale. Ma proprio per questo è il posto ideale per iniziare a immaginare una montagna diversa. Non sarà facile cambiare marcia. Il ciclismo non competitivo, quello che si gode la fatica e si riprende il paesaggio, in Italia è ancora visto con sospetto. O romanticismo inutile. Ma chi ha partecipato a una Bike Night o percorso uno Stelvio chiuso al traffico o a una domenica slow tra i tornanti sa che si tratta di tutt’altro: è un modo per riscrivere il rapporto tra uomo e strada, tra respiro e panorama, tra lentezza e senso.
Il 15 giugno, sui 27 chilometri del Lucomagno, non ci sarà il rombo delle moto né il nervosismo dei sorpassi degli automobilisti della domenica. Solo il fruscio delle ruote, il suono della fatica, e forse il silenzio — finalmente — di chi capisce che non si tratta di andare più piano, ma di vivere meglio.
La Svizzera l’ha capito. Chissà quando toccherà anche a noi.
Gli appuntamenti “senza auto” della Svizzera

Il progetto prevede 4 giornate dedicate solo alle bici nell’anno solare 2025. Il Lucomagno sarà chiuso al traffico motorizzato il 15 giugno dalle 11.00 alle 15.00, lo Spluga il 29 giugno dalle 8.00 alle 14.00. Le altre due domeniche senza traffico avranno luogo in tarda estate.
Le curve dell’Umbrail saranno riservate alla mobilità lenta il 30 agosto dalle 8.00 alle 16.00, quelle dell’Albula invece il 7 settembre dalle 10.00 alle 16.00.
Per chi si muove in treno è a disposizione un biglietto speciale che vale tutto l’anno per i percorsi del progetto graubünden Bike.
Fonte: https://graubuendenbike.org/events/ – Immagine in copertina da https://www.graubuenden.ch/it/freepass/lucomagno che ne detiene tutti i diritti.
