Fuga dal Giro d’Italia – La scoperta dell’Alpe di San Pellegrino

Fuga dal Giro d’Italia – La scoperta dell’Alpe di San Pellegrino

21/05/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

L’Alpe di San Pellegrino entrò nella geografia del Giro d’Italia nel 1989 grazie a un pellegrinaggio a un santuario

Nell’inverno del 1987, don Antonio era andato a Milano per incontrare l’arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini e, già che c’era, andò a trovare l’amico Vincenzo Torriani. Chiacchierarono del più e del meno, parlarono di ciclismo, si raccontarono gli ultimi aggiornamenti sulla loro vita. Si conoscevano da oltre cinquant’anni, da ancor prima della guerra. Antonio non era ancora parroco e Vincenzo non era ancora il direttore del Giro d’Italia. Avevano fatto la Resistenza assieme, poi uno entrò in seminario, l’altro andò alla Gazzetta dello Sport.

Quel giorno don Antonio raccontò all’amico del pellegrinaggio che aveva fatto al Santuario dei Santi Pellegrino e Bianco e di quella strada erta che partiva da Castelnuovo di Garfagnana sulla quale l’automobile aveva fatto fatica al punto che quasi le si fondeva il motore.

Don Antonio era una persona di grande cultura. E non solo ciclistica. Era un uomo di ottime letture e che aveva raggiunto pedalando il Passo dello Stelvio, che aveva scalato tantissime grandi salite alpine e che, sino a pochi anni prima, aveva esplorato in bicicletta tutta la zona collinare e montana dell’Oltrepò pavese quando era sacerdote a Varzi. Vincenzo Torriani sapeva benissimo che non era uno sprovveduto e che se gli stava raccontando di quella salita non era soltanto per raccontargli qualcosa, ma piuttosto perché riteneva quell’ascesa interessante anche per il Giro d’Italia.

All’inizio del 1988 il patron del Giro decise di andare in esplorazione. E quando guidò verso la cima dell’Alpe di San Pellegrino dal versante della Garfagnana, capì che l’amico aveva ragione. Quella era davvero una salita strepitosa, una salita degna del Giro d’Italia.

Quella ricognizione convinse Vincenzo Torriani di inserire l’Alpe di San Pellegrino nel percorso del Giro d’Italia del 1989.

La prima volta dell’Alpe di San Pellegrino al Giro d’Italia

La corsa rosa passò di lì per la prima volta nella sua storia il 10 giugno del 1989, nella 21esima tappa, la La Spezia-Prato, 216 chilometri.

Fu però solo un mezzo successo. Il pubblico fu degno di una grandissima tappa, lo spettacolo un po’ meno. Scriveva il Corriere della Sera: “Il San Pellegrino in Alpe invaso da migliaia di spettatori tanto da sembrare una montagna da Tour s’era sì rivelato salita impegnativa, ma non aveva provocato selezione perché affrontato a ritmo troppo blando”. Quel giorno a Prato vinse Gianni Bugno.

Dopo di allora l’Alpe di San Pellegrino tornò al Giro d’Italia solo due volte: nel 1995 e nel 2000.

A venticinque anni di distanza, questa salita torna nella geografia della corsa rosa nell’undicesima tappa del Giro d’Italia 2025, la Viareggio-Castelnovo ne’ Monti, 186 chilometri.


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