Fuga dal Giro d’Italia – Cristo non si è fermato a Cusano Mutri

Fuga dal Giro d’Italia – Cristo non si è fermato a Cusano Mutri

14/05/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Quando se ne andò via da Cusano Mutri aveva cinque anni e una fame che era una compagna di viaggio fedele. Era un giunco, secco come un prato cucinato dal sole estivo. E così rimase per anni. Perché, nonostante avesse lasciato Cusano Mutri, la fame gli era rimasta attaccata addosso, insaziabile come sa essere la fame, anche oltre seicento chilometri più a nord. 

Racconta Aldo Crocco che quando arrivò a Conegliano poco cambiò, perché da mangiare ce ne era poco ancora e le uniche cose diverse erano il “freddo d’inverno e l’accento”. Per il resto “la miseria era quasi la stessa”. Poi arrivò il boom economico e le cucine si riempirono di cibo. “E io che ero un fuscello che in bicicletta sembrava Massignan, lasciai la bicicletta e mi gettai a capofitto sulle tavole e da filo d’erba divenni mastodonte”. 

Da quaranta chili a cento in meno di otto anni. Poi centoventi, centotrenta, centoquaranta. Aldo Crocco andò in fuga dalla fame conquistando la maglia rosa della bilancia. 

Aldo Crocco per decenni a Cusano Mutri non scese più. “E che ci scendevo a fare? Tutta la mia famiglia se ne era andata al nord, chi nel Trevigiano, chi in Piemonte, chi nel Milanese. Cusano Mutri, come tanti altri paesi, si era trasformato in una terra di assenze”. Tra gli anni Cinquanta e i Settanta la popolazione calò di quasi un quarto. “Il benessere non risiedeva lì, e chi pensava di valere qualcosa di diverso rispetto a quello che aveva sempre visto e vissuto se ne andava. Perché davvero Cristo si è fermato a Eboli, a Cusano Mutri non c’è mai passato”. 

Ora Aldo Crocco a Cusano Mutri ci ritorna perché gli anni che passano aumentano la nostalgia per quello che si è lasciato. Forse anche perché la pensione rallenta il trantran della vita e si ha bisogno di ritmi più blandi, al caos si preferisce il silenzio. O forse soltanto perché la fame finalmente si è placata. “Ed è tornata anche la bicicletta nella mia vita. Bicicletta a pedalata assistita, certo, ma sempre bicicletta è. Ora mi porto addosso circa cento chili, da mastodonte mi sono trasformato in cinghialone. Meglio così”.

Su di una bicicletta elettrica pedalerà oggi, “per andare a vedere i corridori salire a Bocca della Selva, che Bocca della Selva la chiamano al Giro, per noi era il Perrone e basta. Perché ora l’inverno me lo passo a Conegliano con le nipotine, ma da maggio me ne scendo giù, un po’ a Cusano Mutri un po’ a Campitello Matese, che è il paese d’origine di mia moglie. Ci siamo conosciuti a Treviso, anche lei finita al nord per ragioni di pancia. Anche lei ora appassionata di biciclette. Ci facciamo dei bei giri assieme, ma lei al Giro non ci vuole venire perché gli fanno pena i corridori per quanto tocca loro faticare”. 

La 10a tappa del Giro d’Italia passa da Cusano Mutri

Qui trovate la guida a tutte le tappe del Giro d’Italia 2024 – qui invece la guida a tutti i protagonisti della corsa rosa.

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