Le biciclette al contrario di Forte dei Marmi
18/05/2026Fuga dal Giro d’Italia 2026. Quando a Forte dei Marmi la bicicletta divenne il mezzo di trasporto chic dei divi italiani e internazionali
Fino agli Venti del Novecento, Forte dei Marmi era un posto come tanti della Versilia. C’era una strada che costeggiava il mare, costruita un tempo per trasportare i lastroni di marmo, c’era uno stradone che portava verso l’entroterra e alla via Aurelia, attorno alla quale tutto si muoveva, c’era un borgo di pescatori, c’era qualche villa da ricconi. Non la conosceva quasi nessuno Forte dei Marmi.
Fu nel 1926 che Forte dei Marmi divenne un posto geografico noto in Italia. Ciò avvenne il giorno nel quale la famiglia Agnelli comprò la fu villa Costanza (diventata villa Agnelli). Il gossip era già da allora il miglior traino dell’economia balneare. Ora la fu villa Costanza, diventata villa Agnelli, è un albergo, l’hotel Augustus.
L’Italia dovette liberarsi dal Fascismo, ricostruirsi e abbracciare un minimo di benessere prima che Forte dei Marmi diventasse un posto non solo noto a qualcuno, ma conosciuto dai più.
Negli Anni Cinquanta, l’Italia iniziò a disfarsi delle biciclette per passare alle automobili. Le biciclette iniziavano a essere il vecchio che doveva essere dimenticato, l’immagine di un paese povero che doveva essere eliminato per abbracciare i primi vagiti di un nuovo e diffuso benessere.
Ciò accadeva ovunque. Anzi, ovunque tranne che in un posto: Forte dei Marmi.
A Forte dei Marmi le biciclette divennero chic. Attori italiani, francesi e americani, industriali, politici, giornalisti, artisti e ricconi vari lasciavano le automobili nuove di zecca e si sedevano sul sellino. E tutto questo perché a Forte dei Marmi la bicicletta non serviva ad arrivare prima, serviva a farsi vedere, a mostrarsi a paparazzi e gente comune. A farsi ammirare.
L’artista Carlo Carrà, che Forte dei Marmi la frequentava da prima della Seconda guerra mondiale, confidò all’amico e compagno di partite di bocce, Alberto Moravia, che “Forte mi dà fiducia, qui e solo qui vedo un paese che vuole continuare a pedalare, avanzare del suo ritmo senza perdersi nell’illusione del motore”. Non andò così.
La 10a tappa del Giro d’Italia 2026 passa per Forte dei Marmi

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