Fuga dal Giro d’Italia – D’Annunzio tra le biciclette di Volterra

Fuga dal Giro d’Italia – D’Annunzio tra le biciclette di Volterra

09/05/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Il direttore dell’albergo era tutto raggiante quando verso le tre del pomeriggio del 26 ottobre 1909 uscì scese i due gradini dell’ingresso del palazzo e vide fermarsi una Isotta Fraschini Tipo FENC davanti all’Albergo Nazionale di Volterra. Seduto al posto di guida Gabriele d’Annunzio sorrideva all’uomo. La donna che era al suo fianco no. Il direttore dell’Albergo la aiutò a scendere dalla vettura. La donna era alta e snella, aveva il volto seccato. Il viaggio non doveva essere andato bene, pensò l’uomo. 

Era la prima volta che il poeta si recava a Volterra. Era arrivato sin là perché era rimasto affascinato dalle parole dell’amico Corrado Ricci aveva usato per descrivergliela. A tal punto affascinato che voleva ambientare in quella città il romanzo che aveva in mente di scrivere. Scrisse a Corrado Ricci: “Ritengo che sia Volterra e non Mantova il luogo giusto a far da sfondo alle vicende di ‘Forse che sì forse che no’”. 

A Volterra, Gabriele d’Annunzio rimase in “ozio et esplorazione” una settimana assieme a Donatella Cross. 

Visitarono metro per metro il paese, lui annotò molte cose su due taccuini, disegnò panorami, scattò fotografie. Fecero lunghe passeggiate per le colline, gite in macchina e cavalcate. 

Una cosa lo colpì più delle altre: “Quanta stoltezza ho notato sulla strada in salita che portava al borgo in gente fradicia di sudore e fatica, cavalcante velocipedi polverosi alla maniera dei biciclisti delle corse. A dozzine si affannavano verso la somma e nemmeno una coppa era lì ad attenderli”. 

Nel 1909 a Volterra di biciclette ce ne erano assai poche, ma di “biciclisti” invece ce ne passavano molti. 

Umberto Grilli, che fu deputato del Regno d’Italia dal 1919 al 1921 e poi membro dell’Assemblea Costituente, raccontò che all’inizio del Novecento “Volterra era meta di peregrinazioni ciclistiche da ogni parte del grossetano e del livornese. Chiunque voleva provare a fare il ciclista in quelle zone per Volterra ci passava”. 

Il Giro d’Italia scollinò Volterra per la prima volta il 27 maggio del 1920. Gabriele d’Annunzio quel giorno non c’era. E nemmeno l’onorevole Umberto Grilli. Scrisse il Corriere della Sera: “La salita di Volterra, l’inizio del martirio cui furono sottoposti i corridori, vide staccarsi i primi isolati”. 

La 6a tappa del Giro d’Italia 2024 passa per Volterra

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