Fuga dal Giro d’Italia – Bauhaus al Monte Pana

Fuga dal Giro d’Italia – Bauhaus al Monte Pana

21/05/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

L’architetto Franz Baumann entrò nello studio di Lois Welzenbacher, che all’epoca era considerato uno dei migliori architetti tra Monaco di Baviera e l’Austria, nel 1918. A Lois Welzenbacher di quel ragazzo secco e allampanato, gliene avevano parlato bene e in diversi. Prima molti professori del Politecnico di Innsbruck, poi il titolare dell’impresa edile Musch & Lun di Merano, suo amico di lunga data. Tutti dicevano una cosa soltanto: ha talento e idee e se fosse a Berlino sarebbe nel giro di Walter Gropius. Il sottointeso era: prendilo e salvalo dalla follia di Berlino, dal comunismo e da tutto il resto.

A Franz Baumann della politica non fregava nulla, a lui interessava solo disegnare, immaginare nuove forme e dar loro vita, renderle reali.

Lois Welzenbacher lo prese nello studio, gli fece fare i soliti due anni di praticantato, ossia tanto lavoro sporco e tanti giri nei cantieri. Poi decise che il ragazzo aveva stoffa e iniziò dargli spazio. Nel 1921 firmò il suo primo progetto, una casa di un ricco signore in riva allo Stamberger See, il lago che sorge a pochi chilometri a sud ovest di Monaco di Baviera.

Il suo primo grande progetto arrivò cinque anni dopo: nel 1926 Lois Welzenbacher gli affidò il compito di occuparsi delle ferrovie della Nordkette e lui progettò la stazione a valle, quella intermedia e quella a monte. Il progetto piacque allora tantissimo e ancor oggi è considerato tra i migliori esempi di architettura alpina di tutto il Tirolo.

Franz Baumann iniziò a essere richiestissimo. Poi tutto si placò nel 1932. Il partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori andava alla grande (avrebbe vinto le elezioni in Germania l’anno successivo) e pure in Austria piaceva assai. E così tra Innsbruck e Monaco di Baviera, quelli con i soldi, iniziarono a guardare con sospetto chi non avesse la tessera. Franz Baumann non ce l’aveva, non gli interessava né di Hitler né di quello che diceva pubblicamente. Lui voleva solo dar forma alle sue creazioni nate coeve al Bauhaus, ispirate dallo stesso gusto e ragionamento. Perché avevano ragione gli amici di Lois Welzenbacher: se fosse a Berlino sarebbe nel giro di Walter Gropius.

Tra la metà del 1932 e l’inizio del 1934 a Franz Baumann tolsero tre progetti. Fu per impossibilità di fare altro che accettò di andare in mezzo ai monti del Sud Tirolo a costruire una cappella. La comunità di Santa Cristina in Val Gardena, o meglio di St. Christina in Gröden, aveva deciso di costruire sull’altipiano del Monte Pana una chiesetta per pregare e per le funzioni estive.

La prima volta che si recò a Santa Cristina in Val Gardena era il maggio del 1934. In poco meno di un mese disegnò il progetto, a luglio iniziarono i lavori. Nel maggio del 1935 la cappella venne consacrata.

Il vescovo di Bolzano fu entusiasta nel vedere la nuova cappella e complimenti arrivarono anche dal Vaticano nei mesi successivi. Un vescovo tedesco a Roma, l’apprezzò a tal punto che convinse il nipote a ingaggiarlo per ridisegnare gli interni del ristorante della birreria Adambräu ad Amburgo. Franz Baumann aveva talmente poche richieste che accettò.

Scrisse Franz Baumann che “la cappella era semplice, minimale perché non doveva colpire più di quanto lo colpiva la meraviglia del creato che le stava attorno”. Un edificio in stile Bauhaus nel quale si alternavano, con grazia, linee curve e linee dritte, parallelepipedi e sezioni cilindriche.

Sul finire del 1937, fu chiamato da un ricco industriale di Monaco di Baviera per la costruzione di un nuovo padiglione della sua azienda. Gli ricordò che avere la tessera del partito Nazionalsocialista tedesco dei lavoratori gli avrebbe permesso di firmare il progetto e guadagnare di più. La fece il 27 maggio del 1938, ma fu retrodatata al primo maggio: il giorno nel quale venne approvato il progetto del nuovo padiglione dell’azienda.

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