Fuga dal Giro d’Italia – Sfidare il tram tra Castiglione e Desenzano

Fuga dal Giro d’Italia – Sfidare il tram tra Castiglione e Desenzano

18/05/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Veniva gente da tutta la campagna a vederlo. E ne valeva la pena, scintillante com’era, con il suo tetto e i divisori dei finestrini in lamiera che brillavano ai raggi del sole. E poi c’era tutto quel fumo che usciva che lo rendeva quasi magico. Era un borbottio dolce, un borbottio capace di rompere la monotonia della campagna e di far sentire tutti loro parte di una modernità che ancora latitava da quelle parti.

Tanti sognavano di salirci su, ma era cosa da signori. I più allora si limitavano a guardarlo e ad ascoltare i racconti di quelli che ci erano saliti. Ad andare e tornare ci si metteva nemmeno un’ora, ma sembrava una vita intera, perché l’illusione dilata e abbellisce il tempo.

La prima volta che videro passare il tram che collegava Castiglione delle Stiviere a Desenzano del Garda fu nei primi giorni di marzo del 1911. Era da un po’ che ci lavoravano sulla linea, da quasi una decina d’anni. I sindaci dei paesi che attraversava avevano litigato un giorno sì e l’altro pure e quel poveruomo dell’ingegnere Ernesto Filzi era quasi uscito scemo a modificare, rimodificare, fare e disfare per rifare di nuovo il progetto di quella dannatissima tranvia. Aveva iniziato nel 1902, l’anno dopo aveva ottenuto l’approvazione dagli uffici centrali del Regno, poi però tutto si era incasinato a tal punto che era più il tempo che stava su mappe e carte di quelle che si recava sui cantieri.

Quei primi giorni di marzo furono per lui una liberazione.

Quei primi giorni di marzo per tutti gli altri furono una sorpresa e uno spettacolo. Una sorpresa e uno spettacolo che continuarono per mesi e mesi. Almeno sino a quando la novità diventò quotidianità e nessuno iniziò a fare più caso al borbottare del tram a vapore. Va sempre a finire così, arriva sempre il giorno che la meraviglia smette di essere tale.

Poi sopraggiunse l’aprile del 1913 e sul tram che portava da Castiglione delle Stiviere a Desenzano del Garda e da Desenzano del Garda a Castiglione delle Stiviere arrivò una nuova motrice dalla belga Tubize che faceva galoppare il tram fino alla vertiginosa velocità di 45 km/h.

Saputo questo un tizio con un bel po’ di pista sulle gambe, e che diceva in giro di aver partecipato e concluso la prima edizione del Giro d’Italia (ma il suo nome non appare né tra gli arrivati, né tra i partenti), si mise in testa che sarebbe riuscito a battere pedalando il tram, e senza fermate. E lo andò a dire a tutti, con tanto di manifesti. “Antenore Zucchi contro la macchina a vapore”.

Per quattro mesi non se ne fece niente: la diramazione che portava al lago la Società Anonima Tramways de Lombardie et Romagnes l’aveva attesa così tanti anni che non voleva sprecare nemmeno un’ora in certe cavolate.

Cambiarono idea quando Antenore Zucchi iniziò a dire che la Satlr aveva paura di lui perché non tutte le corse erano trainate con le motrici buone.

Il 6 settembre del 1913, un sabato, Antenore Zucchi sfidò la motrice sul chilometro con partenza da fermo. Vinse. Poi sui due chilometri con partenza da fermo. Arrivarono pari, venne dato l’ex aequo.

Il giorno dopo, domenica, era il momento della grande corsa sui quindici chilometri, da Castiglione delle Stiviere a Desenzano del Garda. Raccontano le cronache dell’epoca di oltre diecimila persone lungo la strada e di una festa enorme nei due paesi, pure con le giostre.

Prima prova al mattino e rivincita al pomeriggio, eventuale bella prima del tramonto.

Alle nove esatte venne dato il via. Antenore Zucchi partì forte, fortissimo. Ai due chilometri era in vantaggio. E pure ai tre, ai quattro, ai cinque. Poi non più. A Desenzano il tram arrivò quasi cinque minuti prima del corridore.

Alle due del pomeriggio il nuovo via. Questa volta Antenore Zucchi partì forte, ma meno dell’altra volta. Rimase in testa fino ai quattro chilometri, poi venne superato, ma ai dieci ritornò in testa. E ci rimase. Di poco ma ci rimase. Esultò, aveva battuto il tram. Certo il vento che spirava da sud gli aveva dato una mano.

Alla bella delle sei di sera il vento era un po’ meno intenso e aveva cambiato direzione. Antenore Zucchi ripropose l’atteggiamento tattico del primo pomeriggio e vinse ancora. L’uomo in bicicletta era più veloce della macchina. E questo nonostante qualcuno avanzò il dubbio che il tram avesse avuto qualche problema al motore.

Alla Società Anonima Tramways de Lombardie et Romagnes non furono contenti. Chi il tram lo guidava invece certo scontento non era. Aveva scommesso forte su Antenore Zucchi e chi meglio di lui poteva sapere il destino di quel corridore che millantava di aver corso il Giro d’Italia?

La 14a tappa del Giro d’Italia è la Castiglione delle Stiviere – Desenzano del Garda

Giro d'Italia Castiglione delle Stiviere - Desenzano del Garda

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