Giro d’Abruzzo – Uno di quei giorni di Alexey Lutsenko

Giro d’Abruzzo – Uno di quei giorni di Alexey Lutsenko

11/04/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Ci sono giorni nei quali è un piacere vedere pedalare Alexey Lutsenko. Perché in quei giorni Alexey Lutsenko accelera, zompetta, insegue, scatta, fatica, sembra staccarsi poi accelera ancora, scatta ancora e fa tutto questo con grande eleganza. Soprattutto ci sbatte in faccia che il ciclismo, o meglio l’andare in bicicletta, è qualcosa di semplice eppure complicatissimo, è un viaggio all’interno e oltre noi stessi. 

Ci sono giorni nei quali Alexey Lutsenko sembra essere in grado di ogni cosa e quell’ogni cosa si materializza in un’espressione sognante e in un ghigno di assoluta resistenza alla fatica, quasi fosse un enorme grido di sfida al mondo, di quelli che si fanno allo specchio o in cima alla montagna. Roba da film certo, mica da vita vera. Ma Alexey Lutsenko sembra essere perfetto per un film, un film sul ciclismo. Ha sempre l’espressione giusta, quella migliore in favore di telecamere. 

Giovedì 11 aprile, verso Prati di Tivo, nella terza tappa del Giro d’Abruzzo 2024 (qui la guida alla corsa a tappe), Alexey Lutsenko ha vissuto uno di quei giorni, uno di quelli nei quali è un piacere vederlo pedalare. 

Alexey Lutsenko ha vinto a Prati di Tivo dopo chilometri e chilometri passati a fare il terzo incomodo nel piano di doppietta di giornata della UAE Team Emirates. Aveva imbastito tutto per bene la squadra diretta in ammiraglia da Manuele Mori e Jan Polanc. Talmente per bene da non preoccuparsi più di tanto delle difficoltà del leader della generale Jan Christen, corridore dal talento limpidissimo, ma che ancora deve sistemarsi a puntino sulle salite lunghe: il tempo è dalla sua e un mezzo passo falso oggi – tra le altre cose gestito benissimo (è arrivato tredicesimo a quasi due minuti e mezzo) evitando di strafare e gestendo una situazione che l’avrebbe potuto far arrivare molti e molti minuti dopo –, non può che fargli bene e forgiare il corridore di domani.

Era tutto perfetto, Diego Ulissi aveva preparato il campo alla perfezione, Pavel Sivakov e Adam Yates avevano iniziato a scattare a ripetizione costringendo Alexey Lutsenko a inseguire tutti. Avrebbe dovuto stancarsi, spossarsi, saltare. Si è stancato, si è spossato, ma non è saltato. Anzi. Ha attaccato, poi ha atteso, infine ha allungato dove serviva allungare, ossia sotto lo striscione d’arrivo. 

Un piano perfetto quello della UAE Team Emirates. Peccato però oggi era uno di quei giorni, uno dei giorni che Alexey Lutsenko mette sull’asfalto il meglio di Alexey Lutsenko. Non sono rarissimi, nemmeno così comuni però, quei giorni. E non arrivano solo nelle corse minori, come malignano i maligni. Soprattutto arrivano spesso e volentieri contro avversari di primo livello, anche quando arrivano in corse di non primissimo livello. 

A passare il traguardo alle spalle di Alexey Lutsenko non è stato però Adam Yates, il capitano designato per vincere il Giro d’Abruzzo da parte della UAE Team Emirates. C’era Diego Ulissi. Lo stesso Diego Ulissi che aveva menato durissimo sui pedali a lungo, che aveva incrementato il ritmo tra i nove e i cinque chilometri e mezzo per far fuori il maggior numero di corridori possibile e lasciare campo a Sivakov e Yates. S’era staccato per spossatezza, aveva ripreso fiato, normalizzato i battiti, poi è salito del suo passo. Un passo però che era migliore di tanti, di tutti. Un passo che l’ha riportato sui primi inseguitori, che gli ha permesso di superare i primi inseguitori e lo ha fatto rientrare sui primi e basta.

Di Diego Ulissi alla fine ci si dimentica sempre. Si applaudono buoni corridori, si spera in altri, si esaltano piazzamenti acrobatici e apparizioni saltuari alla ricerca di qualche distrazione dallo stato di forma incerto del ciclismo italiano. E in tutto questo ci si dimentica di Diego Ulissi che è dal 2010 che almeno una vittoria la mette a referto (quest’anno ha vinto la seconda tappa della Settimana Internazionale Coppi e Bartali) e che è dal 2010 che se c’è dare una mano la dà e quando dà una mano va poi va spesso a finire che tra i primissimi c’è lui nonostante gli aiuti alle cause altrui.

L’ordine d’arrivo e la classifica generale dopo la 3a tappa del Giro d’Abruzzo

Results powered by FirstCycling.com