Giro di Romandia 2024 – la guida

Giro di Romandia 2024 – la guida

23/04/2024 0 Di Redazione

Se c’è qualcosa che va riconosciuta, tra tante, agli organizzatori del Giro di Romandia è la totale assenza di paraculaggine ciclistica. A loro del mainstream non frega assolutamente niente, se ne sbattono delle mode e di come dovrebbe essere una breve corsa a tappe secondo gli spiegoni social. In sei giorni ci mettono un prologo, prova ciclistica ormai in via d’estinzione –soprattutto odiata ben di più di un “ah sì” fuori tema e fuori tempo di Beppe Conti – e una cronometro individuale di quindici chilometri. Due appuntamenti che non sono nemmeno da considerare pensati per gli specialisti visti come sono stati tracciati. Ci vuole coraggio, forse inconscienza, in ogni caso. In ogni caso bene così.

Com’è nato il Giro di Romandia

Un Giro di Romandia classico, al solito disegnato con raziocinio: due cronometro, due tappe complicate, piene di strappi, ma aperte a tutti, velocisti o attaccanti che siano, e due tappe di montagna con l’arrivo in quota. Va da anni così, è sempre andata bene, non c’è motivo di cambiare.

Le tappe del Giro di Romandia 2024

datatappalunghezza
23 aprilePrologoPayerne-Payerne (cronometro individuale)2,28 km
24 aprile1a TappaChâteau d’Oex-Friburgo165,7 km
25 aprile2a TappaFriburgo-Salvan/Les Marécottes171 km
26 aprile3a TappaOron-Oron (cronometro individuale)15,51 km
27 aprile4a TappaSaillon-Leysin159,2 km
28 aprile5a tappa Vernier-Vernier150,8 km

L’altimetria delle tappe del Giro di Romandia 2024

Prologo – Payerne-Payerne (cronometro individuale), 2,29 km

1a tappa – Château d’Oex-Friburgo, 167,7 km

2a tappa – Friburgo-Salvan/Les Marécottes, 171 km

3a tappa – Oron-Oron (cronometro individuale), 15,51 km

4a tappa – Saillon-Leysin, 159,2 km

6a tappa – Vernier-Vernier, 150,8 km

Chi c’è e chi non c’è al Giro di Romandia 2024

Chi è al Romandia non lo vedremo al Giro d’Italia che inizia il 4 maggio. Perché se si è qui, almeno nel ciclismo moderno, vuol dire che qualcosa è andato male prima e si sta cercando di rincorrere una condizione che non arriva. Oppure si è Damiano Caruso che ha sempre fatto così e continua a fare così nonostante tutte le novità. Lo spirito è pienamente romando.

C’è la solita UAE Team Emirates piena di uomini buoni per vincere la classifica. Juan Ayuso e Adam Yates dovrebbero essere i capitani. Jan Christen proverà a far vedere ancora una volta le sue enormi capacità (al Giro d’Abruzzo gli è andata particolarmente bene), senza dannarsi a fare classifica.

Enric Mas, Aleksandr Vlasov, Jai Hindley, Simon Yates, Richard Carapaz e Alexey Lutsenko sono i corridori che quasi sicuramente troveremo nelle prime posizioni spesso.

Il Giro di Romandia però sarà anche l’occasione di avere quelle risposte che Tao Geoghegan Hart ed Egan Bernal cercano sulla loro condizione. Il primo è contento di come sta andando il recupero. Il colombiano dopo un anno incerto e spesso in mezzo al gruppo, quest’anno ha dato segnali buoni, buonissimi, sorprendenti, tipo alla Liegi-Bastogne-Liegi.

Risposte le dovrà trovare pure Julian Alaphilippe. Patrick Lefevere se l’è presa con lui e con la sua compagna Marion. Lui è andato malino, ma, come ha detto “dopo la caduta alla Strade Bianche, ho affrontato la Tirreno-Adriatico con risultati pessimi e la Sanremo ma sentivo che qualcosa non andava per il verso giusto. Con l’equipe medica abbiamo deciso di fare degli esami che hanno dimostrato che avevo una frattura della testa del perone”. Vedremo.

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