Giro d’Italia – Quell’abbraccio tra Julian Alaphilippe e Mirco Maestri

Giro d’Italia – Quell’abbraccio tra Julian Alaphilippe e Mirco Maestri

16/05/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

L’intuizione Julian Alaphilippe ce l’ha avuta che Fano era distante 138 chilometri. Era avanti al gruppo assieme a un manipolo di avventurosi convinti che quella fosse la giornata buona per non essere ripresi. Accanto a lui aveva una mezza dozzina di corridori, una trentina di biciclette era pronta a rientrare su di loro. Troppa gente non va mai davvero lontano, era un vecchio detto ciclistico. Julian Alaphilippe ha pensato che fosse ancora attuale.

Julian Alaphilippe ha deciso di seguire il suo pensiero stupendo. Scappare da chi scappa, scappare subito, meglio solo che con troppa gente attorno.

Julian Alaphilippe si è alzato sui pedali e ha accelerato. Non è rimasto solo però. Accanto a lui c’era Mirco Maestri.

Rimasti soli, il francese e l’italiano si sono guardati. Julian Alaphilippe sapeva di poter vincere la dodicesima tappa del Giro d’Italia, Mirco Maestri sapeva di non poter vincere la dodicesima tappa del Giro d’Italia, perché uno come Mirco Maestri su un percorso come quello che portava a Fano sa benissimo di non poter battere uno come Julian Alaphilippe. Ha fatto spallucce, certi pomeriggi valgono tanto quanto una vittoria.

E così sono andati avanti assieme, indipendentemente dalla sproporzione delle caratteristiche.

Ha detto Mirco Maestri: “Sicuramente la giornata di oggi è stata la più dura della mia vita, ma anche la più bella. Mentre eravamo in fuga, Alaphilippe mi ha incoraggiato molto nei momenti in cui ero in difficoltà, perché ero già ‘andato fuori’ da un po’. Insomma, è stato veramente molto bello essere incitato da uno dei più grandi campioni di sempre”. Ha sottolineato Mirco Maestri: “Alaphilippe e Sagan sono due campioni che ho sempre amato e andare in fuga così con Julian è stato bellissimo, quasi quanto una vittoria“.

Non ha vinto Mirco Maestri, sapeva di non poterlo fare, ma non ha mai saltato un cambio, ha tirato il suo, non si è tirato indietro. Sotto lo striscione d’arrivo di Fano è passato per nono.

Ha vinto Julian Alaphilippe, sapeva di poterlo fare, era ciò che voleva più di ogni altra cosa.

Ha detto Julian Alaphilippe: “Non pensavo che sarei stato in fuga tutto il giorno con Mirco Maestri e devo congratularmi con lui perché è stato veramente bravo e anche lui aveva ottime possibilità di vincere. Abbiamo collaborato insieme e siamo andati a tutta per l’intera giornata. Prima sono partito con un gruppetto e quando ho visto che non c’era collaborazione ho iniziato a spingere e siamo rimasti in due, ma non era certo il piano originale”. Ha aggiunto Julian Alaphilippe: “Voglio complimentarmi con Maestri perché anche lui si meritava di vincere, abbiamo sempre collaborato. Questa vittoria è un po’ anche sua. Per tornare al mio livello ho dovuto avere pazienza e resilienza, ma oggi ho dimostrato che ci sono anche io. È decisamente una delle mie vittorie più belle”. Doveva essere il suo anno zero, al Giro d’Italia è diventato quello, forse, l’anno uno di una nuova vita ciclistica.

Julian Alaphilippe ha esultato, ha gioito, ha aspettato Mirco Maestri. Si sono abbracciati. Il ciclismo è ancora sport fatto di uomini, fatica e sentimenti.