Giro d’Italia 2024 – Perché Andrea Piccolo non vincerà nessuna tappa

Giro d’Italia 2024 – Perché Andrea Piccolo non vincerà nessuna tappa

06/05/2024 0 Di Poldo Capanna

È spiacevole doverlo dire così, brutalmente, ma Andrea Piccolo non vincerà mai una tappa a questo Giro d’Italia. E non vincerà perché al ministero del Made in Italy sono arrivati alla decisione che Andrea Piccolo non va bene come testimonial del Made in Italy. Non va bene perché un consulente del ministro ha sentenziato che Piccolo non è un cognome buono da associare all’Italia. Al ministero vorrebbero un Barbagli, un Freghieri, un Santodio come uomo immagine del Made in Italy nel mondo. Non certo un Piccolo. L’assenza dal Giro di Barbagli, Freghieri e Santodio, inviati a esportare i prodotti italiani su Marte, ha aperto un dibattito al ministero al quale però non è venuto ancora a capo.

A creare ancor più astio ministeriale nei confronti di Andrea Piccolo è stata la sua decisione, per nulla lungimirante va detto, di trovarsi una morosa non italiana, e neppure europea. 

Dal ministero è così arrivata la richiesta alla giuria del Giro d’Italia di squalificare Andrea Piccolo. La motivazione ufficiale sarà trovata nei prossimi giorni, ma sarà trovata anche perché il Made in Italy è sponsor del Giro e Urbano Cairo è sempre stato molto sensibile e disponibile alle richieste degli sponsor.

La decisione del ministero ha così reso vana la tattica che avevo personalmente messo in pratica per mandare in fuga cinque corridori italiani. Ero riuscito con difficoltà a convincere Martin Marcellusi, Davide Bais, Christian Scaroni e ovviamente Andrea Piccolo a evadere. E ci è voluto parecchio visto che tutti avevano posto come condizione la presenza di Filippo Fiorelli, che però era andato già in fuga il giorno prima e per contratto non può andare in fuga due giorni di fila.

“O con Filippo o niente da fare”, hanno detto i quattro e così ho dovuto pagare la penale, ovviamente con soldi pubblici, per averlo nella fuga. Filippo Fiorelli è in questi giorni l’idolo indiscusso del gruppo in quanto l’uomo più ambito da tutte le miss del Giro d’Italia. E quindi tutti lo volevano vicino per chiedergli consigli utili per avere almeno una speranza con una di loro.

L’averlo avuto nella fuga però non è bastato a farla arrivare all’arrivo. Filippo Ganna si è messo davanti al gruppo a tirare, un po’ perché pagato per farlo dal ministero, un po’ perché invidioso del successo di Filippo Fiorelli.

E così la fuga è stata ripresa e ha vinto Tadej Pogacar, che tra le altre cose italiano non è. E questo ha fatto incazzare il ministro che ha prontamente licenziato il suo consulente, ora finito sotto a un ponte a Roma.


AVVISO AI LETTORI – Ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è (quasi) puramente casuale. Nessun ciclista è stato maltrattato nella realizzazione di questo servizio.


Qui potete leggere la prima puntata del Giro di Poldo.