Giro d’Italia 2024 – Quel cane per il Make Made in Italy great again

Giro d’Italia 2024 – Quel cane per il Make Made in Italy great again

05/05/2024 0 Di Poldo Capanna

Sia maledetto Giovanni Battistuzzi ora e sempre. E sia maledetto, non perché sia una cattiva persona, questo no non mi sento di affermarlo, ma perché è uno spilorcio. Ora, io è da una vita che col ciclismo non ci faccio più niente, che mi faccio beatamente gli affari miei lontano dalle corse. E non mi ha mai chiamato. Ora che sono tornato al Giro d’Italia, mi ha scritto e mi ha convinto a scrivere. Ovviamente gratis. Era dal Giro d’Italia del 2016 che non mi chiedeva nulla, e stavo benissimo.

Che poi al Giro d’Italia io ci lavoro, o meglio ci sono per un motivo di lavoro, mica per sollazzarmi a vedere le corse o a mangiare a scrocco una quantità enorme di salumi, formaggi e piatti tipici come fanno i giornalisti. Avete mai visto un giornalista tornare a casa dopo tre settimane di Giro d’Italia più magro di quando era partito? No, mai accaduto. E questo perché ci sono salumi, formaggi e piatti tipici e bocche sempre piene. Dio benedica i buffet.

Io però non faccio il giornalista, o meglio non più, e al Giro d’Italia queste cose me le perdo. Perché c’ho da lavorare io.

Ed è un casino di lavoro. Un lavoro che non potrei dire, ma visto che qualcosa devo scrivere e che tanto Girodiruota non lo legge nessuno, posso anche dirlo. Al Giro d’Italia ci sono perché mi ci hanno mandato per far trionfare il Made in Italy.

L’idea, ovviamente geniale, è del ministro Adolfo Urso che è incasinatissimo a far trionfare il Made in Italy nel mondo e che ha pensato che il Giro d’Italia fosse una buona, ottima, vetrina per portare il Verbo governativo in tutta Italia e in tutto il mondo.

Ogni metodo ovviamente è lecito, visto che i servizi segreti del Made in Italy sanno tutto e hanno già avvisato giudici di gara e membri della sicurezza in corsa di non rompere le balle che certe cose vanno fatte e basta. Nessuno di loro si è lamentato anche perché ci sono un sacco di soldi del Pnrr a disposizione anche per loro.

Anche certi corridori sono a conoscenza di tutto questo. Tipo Nicola Conci che è uno dei corridori a mio diretto libro paga.

Per questo ieri si è buttato giù come un matto dal colle della Maddalena e poi ha mollato tutti i compagni di avventura per andarsene da solo. Certo accanto a lui ci doveva essere Damiano Caruso, ma forse se ne era dimenticato, non si spiega se no.

Vabbé era tutto pronto per il piano. Ma vatti tu a fidare dei dipendenti statali. Il problema è sempre la burocrazia in Italia? No. La colpa è dei dipendenti statali.

Tipo la signora Lotti che doveva passare e farsi investire dagli inseguitori di Nicola Conci. Anche perché aveva attraversato sulle strisce e quindi l’assicurazione del ministero pagava meglio. Solo che l’ha fatto nel movimento sbagliato perché il cane non c’aveva voglia di pisciare. E si è mai visto un cane che non ha voglia di pisciare.

Alla fine la signora Lotti non è stata nemmeno licenziata, ma spostata in un altro ufficio e promossa perché amante di un pm. Il ministro Urso era adirato, ma ha detto che di tempo che ce n’è ancora. E che comunque ha vinto un ecuadoriano, Jhonatan Narvaez, e questo va bene per il nostro import e per il nostro export visto che con l’Ecuador c’abbiamo buoni rapporti commerciali. Di che tipo non vi è concesso saperlo.

Vabbé, poco male. Vi terrò aggiornati. E ricordate, la parola magica è Make Made in Italy great again. Vi aprirà porte che non potete immaginare.