Le biciclette di Andalo anche senza il Giro d’Italia
26/05/2026Il Giro d’Italia arriva ad Andalo, dove la bici è tornata, ha cambiato il ritmo del paese, trasformando una località di neve in una comunità che pedala tutto l’anno
Ad Andalo la bicicletta non è arrivata in un giorno preciso. Nessuno si ricorda quando una bicicletta è stata vista per la prima volta lassù al centro dell’altopiano Brenta-Paganella. È arrivata piano, come certe decisioni che ti accorgi di prendere.
All’inizio erano poche. Quelle di chi preferivano i cavalli d’acciaio ai cavalli in carne, peli e ossa, quelle di chi le consideravano un mezzo adatto anche all’altopiano e alla montagna. Quelle dei lavoratori stagionali che negli anni Sessanta salivano da Molveno con la divisa piegata nello zaino, perché l’autobus passava o troppo presto o troppo tardi. Quelle dei bambini con le ruote grosse, buone per scendere a capocollo giù per prati e sentieri, mountain bike ante litteram.
Quando Andalo è cresciuta, si è riempita di alberghi, impianti di risalita per portare i turisti sulle piste da sci e locali, la bici è rimasta ai margini. La si credeva persa per sempre.
E invece, proprio quando in pochissimi l’attendevano più è riapparsa tra le strade paesane.
Perché un giorno qualcuno si è accorto che la neve non poteva bastare. Che il turismo invernale si era accorciato e la primavera e l’estate si erano invece allungate. E che, soprattutto, di motivi per passare per di lì, sotto le vette del Piz Galin e della Paganella, ce ne erano anche senza neve. È in quel momento che la bici è tornata,. E non come un ricordo, come un progetto.
Negli uffici dell’APT Dolomiti Paganella, tra il 2008 e il 2012, cominciano a comparire parole nuove: “mobilità dolce”, “collegamenti ciclabili”, “percorsi integrati”. Sembrano formule da convegno, ma ad Andalo diventano cose concrete: una pista ciclabile che taglia il paese, un sentiero che collega Molveno senza dover sfidare le auto, una pump track che all’inizio sembra un capriccio per ragazzini e poi diventa un punto di ritrovo per tutti.
Il vero cambio di passo arriva quando qualcuno pronuncia tre parole: Paganella Bike Area. È il 2015, più o meno. I documenti provinciali parlano di investimenti, certificazioni, partnership internazionali. Ma la verità è che qui, tra i boschi sopra Andalo, la bici trova un posto che non aveva mai avuto e diventa un modo di stare al mondo.
Arrivano i trail con nomi strani tipo Hustle & Flow, Blade Runner, Goonies che sembrano usciti da un videogioco e invece sono linee di terra e radici che raccontano un’altra montagna, più giocosa, più aperta, più viva. Arrivano i turisti che cercano il silenzio della montagna interrotto soltanto dal ticchettio della catena su moltiplica e pignoni. E arrivano le famiglie che scoprono che si può pedalare insieme, senza fretta, senza meta.
I residenti guardarono tutto questo con diffidenza e scetticismo. Iniziarono a capire che non era una cavolata, che l’idea era interessante e che per Andalo e dintorni si poteva davvero pedalare. Le abitudini si cambiano se si scopre che ci sono alternative migliori. E la bicicletta è sempre una soluzione migliore.
Un successo che ha convinto il Comune a chiudere qualche strada d’estate, a rallentare il traffico, a mettere cartelli che dicono “vai piano”. Ha convinto gli albergatori che un garage pieno di bici vale quanto una spa. Ha convinto i bambini che la montagna non è solo un posto da guardare, ma anche da attraversare.
E così, senza che nessuno lo decidesse davvero, Andalo è diventata un paese che pedala. Dove la bici è tornata a essere quello che era all’inizio: un modo semplice per andare da un posto all’altro.
La 17a tappa del Giro d’Italia 2026 arriva ad Andalo.

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