Giro d’Italia 2026, quando il Muro di Ca’ del Poggio non era il muro

Giro d’Italia 2026, quando il Muro di Ca’ del Poggio non era il muro

28/05/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Nel finale della 18a tappa del Giro d’Italia i corridori scaleranno il Muro di Ca’ del Poggio. Questa è una storia di pedalate in bicicletta e poca lungimiranza giovanile

Quelle strade sulle quali pedaleranno i corridori nel corso della 18esima tappa del Giro d’Italia 2026 posso dire, con serena onestà, di conoscerle quasi a memoria, se non metro per metro quanto meno chilometro per chilometro. Le avrò pedalate centinaia e centinaia di volte.

Sono stati i primi territori di conquista delle mie pedalate adolescenti, visto che le mie pedalate bambine avevano una sorta di recinto di stradine oltre il quale non mi azzardavo ad andare.

Poi, quando mi consideravano e mi consideravo grande abbastanza, ho pedalata dopo pedalata ampliato il raggio dei miei anelli in bicicletta. In sella vedevo nuovi panorami, orizzonti che fino a poco prima non conoscevo. E che poi ho imparato a conoscere, sino a diventare familiari e poi mappa geografica e stradale impressa nella memoria.

Ora che sono lontana da quel piccolo pezzo di mondo che continuo a chiamare casa, quelle strade sono diventate più un ricordo che un’attualità. Un ricordo rigenerato ogni volta che risalgo tra le mie amate colline.

All’epoca delle mie pedalate bambine e adolescenti, per uno di Conegliano, Valdobbiadene era un altrove lontanissimo, una cosa tipo Vladivostok. La prima volta che arrivai a Valdobbiadene fu in macchina con i miei genitori. Del viaggio non ricordo nulla. Mi ricordai che c’ero stato solo anni dopo, quando a Valdobbiadene ci arrivai pedalando.

La bicicletta ha il potere di donare libertà, farti capire la fatica per ottenere e difendere una vera libertà. Farti capire soprattutto che ogni cosa va conquistata. È un mezzo formativo, scuola in movimento.

La prima volta che arrivai in bicicletta a Valdobbiadene, il massimo in zona era la salita che portava a Combai. Quella che portava a Combai era la salita delle salite, quella che quando ci arrivavi in cima ti sentivi tra quelli che avevano fatto qualcosa in bicicletta. Nei discorsi di noi ciclisti alle prime armi c’erano soprattutto la salita che portava a Combai e quella che portava a Zuel di là. Le masterclass. Poi certo c’era il San Boldo e quella che portava a Praderadego, ma quelle erano già Prealpi e non colline. Sogni di un livello superiore.

All’epoca del nostro praticantato in bicicletta, erano gli anni Novanta, la fine degli anni Novanta, c’era anche una stradina in salita cattiva e parecchio stronza sulla quale ogni tanto ci si arrampicava, cercando di arrivare in cima senza mettere il piede a terra. La si chiamava come diceva il cartello a valle: via dei Pascoli, o meglio il rivòn di via dei Pascoli quella di Casotto, perché di via dei Pascoli tra Conegliano e dintorni ce ne sono parecchie.

Arrivare in cima a via dei Pascoli quella di Casotto senza mettere il piede per terra era un’impresa che ci faceva sentire campioni da Giro d’Italia. Però del rivòn di via dei Pascoli quella di Casotto non è che ci fregava granché, in zona ci sono strappi anche più duri, per quanto i numeri dicono che è tanta roba: 1.150 metri, con un dislivello di 140 metri, una pendenza media del 12.7%, una pendenza massima del 19%. La consideravamo una delle tante, una che al Giro d’Italia non avrebbe mai stupito nessuno.

Non brillammo allora di lungimiranza.

Quello strappo, il rivòn di via dei Pascoli quella di Casotto, un giorno è diventato il Muro di Ca’ del Poggio. Pure ufficialmente dal 24 aprile 2010. E quella che all’epoca noi apprendisti della bicicletta consideravamo una salitella di secondo piano, ora ci arrivano pure dall’Australia per arrivarci in cima pedalando.

Va dato atto ad Alberto Stocco, che gestisce il ristorante-relais quasi in cima allo strappo, che si chiama appunto Ca’ del Poggio, di averci visto più lungo di noi. Touché.


La 18esima tappa del Giro d’Italia 2026 passa per il Muro di Ca’ del Poggio

L'altimetria della 18a tappa del Giro d'Italia 2026

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