Giro d’Italia – Il volo di Jenthe Biermans giù dal Mortirolo

Giro d’Italia – Il volo di Jenthe Biermans giù dal Mortirolo

20/05/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Domenica Jenthe Biermans ha raggiunto il traguardo della sedicesima tappa del Giro d’Italia oltre tre quarti d’ora dopo la maglia rosa Tadej Pogacar. Tre quarti d’ora per uno come lui, passista con un buono spunto veloce, è un distacco oltremodo consono. Non ha stupito nessuno il ritardo, lo stupore era dettato unicamente dal vederlo oltrepassare la linea d’arrivo.

Non era scontato che accadesse. Giù dal Passo del Mortirolo, Jenthe Biermans era uscito di strada ed era volato giù in una scarpata per venticinque metri.

“Ho valutato male una curva in discesa. Il risultato è stato una caduta impressionante”, ha detto Biermans a Sporza, fortunatamente, e di fortuna ne ha avuta parecchia, finita contro un arbusto. “Avevo perso la radiolina nella caduta, per cui ci hanno impiegato un po’ a trovarmi”, ha raccontato il corridore dell’Arkéa-B&B Hotels, spiegando che in quei momenti la paura era tanta, perché “non riuscivo a muovermi, avevo male ovunque”.

Quattro squadre hanno fermato le ammiraglie e sono andati alla ricerca del belga. “venute a cercarmi, ero ad almeno 25-30 metri di profondità in un burrone. “Gianni Meersman (direttore dell’Alpecin-Deceuninck, nda) e alcuni tecnici della Intermarché-Wanty sono stati i primi ad arrivare”, perché avvisati dai loro corridori che l’avevano visto uscire di strada.

Jenthe Biermans era sotto choc, pensava di essersi rotto qualcosa, qualsiasi cosa. Poi la paura iniziò a calare d’intensità, quando si accorse di riuscire a muovere le gambe, le braccia, il busto. L’hanno aiutato a mettersi in piedi e una volta in piedi ha chiesto una bicicletta.

Non volevano farlo partire, lui ha insistito “nonostante il dolore all’anca, alle lombari e a un piede, ma ero vivo, un po’ malconcio forse, ma in piedi”.

Hanno la scorza dura i corridori, ancor più dura la testa. Tutti diversi, tutti con le loro storie, i loro pregi e i loro difetti, ma ognuno con una certezza sola: se si riesce a stare in piedi si può pedalare, e allora poche ciance, dammi una bicicletta e ci vediamo all’arrivo.

Anche questo è ciclismo.