Il Giro d’Italia deve rinunciare al Passo dello Stelvio: troppa neve e quindi troppi rischi verso la cima. Come cambia la 16a tappa? Le due ipotesi
[Aggiornamento del 14 maggio 2024: qui il percorso ufficiale della 16esima tappa del Giro d’Italia]
Va detto che Mauro Vegni almeno ci ha provato a regalare al Giro d’Italia 2024 (e a regalarsi) il luogo dove sentirsi cielo. Era un passaggio, una ascesa vertiginosa verso le nuvole, tanto meravigliosa quanto, ai fini della corsa, frivola. Un’escursione ad alta, altissima quota, ma a quasi centocinquanta chilometri dall’arrivo. Lontana, ma si sarebbe fatta sentire. Il Passo dello Stelvio non ci sarà al Giro d’Italia, la sua maestosa presenza sarà solo un’attesa vana.
L’ultima nevicata è del 4 maggio, venti centimetri. Ma lì al passo, verso il passo, la neve ha un’altezza minima di 90 centimetri e massima di tre metri e quaranta. Sgombrare l’asfalto dalla neve non è un problema, i mezzi ci sono. Il problema è garantire la sicurezza dei corridori. E ridurre a zero il rischio slavine è impossibile. Problema già visto molte e molte volte nella storia del Giro d’Italia.
Perdere una salita, una salita come lo Stelvio, è un peccato, perché è dura, lunga, altissima. La battezzò Fausto Coppi nel 1953, l’hanno esaltata grandi campioni per oltre mezzo secolo. Si dovrà far senza.
Quel che è certo è che la 16a tappa del Giro d’Italia 2024 cambierà. Potrebbe essere più facile, quasi sicuramente. Eppure la si potrebbe rendere matta, ancor più lunga e ancor più difficile. Ma non accadrà.
Due sono le opzioni per la 16a tappa del Giro d’Italia. Eccole

