Gli strani caschi del Team Visma alla Tirreno-Adriatico

Gli strani caschi del Team Visma alla Tirreno-Adriatico

04/03/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Se il Team Visma | Lease a Bike (fu Jumbo – Visma) negli ultimi cinque anni ha vinto 232 corse, un Giro d’Italia, due Tour de France e quattro volte la Vuelta è perché dà pochissime cose per scontato e cerca sempre di intercettare prima degli altri le novità. Anche a costo di sembrare strambi e folli. Strambi e folli tipo sfoggiare un casco da megattera su di una bicicletta da cronometro. Perché alla Tirreno-Adriatico i caschi del Team Visma hanno generato ilarità e commenti divertiti.

Giro, l’azienda americana di caschi e occhiali che fornisce al team olandese i suoi prodotti, ha dato il via libera all’utilizzo in corsa dei nuovi caschi. Copricapi che sì hanno una forma stramba, senz’altro ardita e bizzarra, ma che, dicono dall’azienda, possono garantire miglioramenti aerodinamici stimati fino a 0,8 chilometri all’ora. E, soprattutto, una sensibile riduzione dei movimenti del capo dei corridori grazie la visiera molto ampia e molto alta.

Tutto questo ovviamente è una possibilità. Potenzialmente può essere così. Potenzialmente potrebbe essere un grande aiuto tecnologico (e lecito visto che l’Uci sta attenta alla lunghezza dei calzetti, alla posizione delle leve dei freno, e un po’ meno alle innovazioni tecnologiche nelle biciclette da cronometro – che a volte ne aumentano l’instabilità), ma quanto non lo si sa. O meglio, la stessa Giro ha detto che non lo può sapere. E non lo può sapere perché il ciclismo è ancora uno sport en plein air e proprio per questo soggetto a un numero di varianti talmente ampio che “alla fine non esiste un modello computazionale abbastanza buono per riuscire a capire davvero se un’idea è geniale o una stronzata”, racconta a Girodiruota Fabio Bolzan, ingegnere aerospaziale, da qualche anno progettista di componenti aerodinamici per un noto marchio di biciclette americano.

“Puoi lavorare settimane, mesi, anni tra laboratorio, modelli 3D e galleria del vento ed essere sicuro di aver realizzato il componente più strepitoso e rivoluzionario del mondo. Poi lo monti sulla tua bicicletta e ti accorgi che è una cagata. E questo perché la bici è mezzo ma anche uomo o donna. È un mescolio di tecnica e sangue, di tubi e muscoli. Mi spiego: quando pedaliamo ogni cambio di direzione della strada o del vento comporta anche un cambio nostro di stare in sella. Qualcosa di impercettibile, ma che può essere determinante per l’aerodinamica. Se io devo ripensare due o tre volte a un piccolo componente prima di dare il via libera alla produzione, figurarsi quanto è difficile lavorare su un casco”.


Foto tratta dal profilo X @vismaleaseabike

Il Team Visma | Lease a Bike deve capire se il nuovo casco da cronometro porterà davvero dei miglioramenti. E per farlo ha scelto una cronometro lineare, corta, con lunghi rettilinei e poche curve. Da Giro hanno fatto sapere a Girodiruota che tutto questo era stato concordato e che al momento non escludono piccole correzioni al progetto.

Perché alla Visma sanno che è dalle piccole cose che molte volte si possono crearne di grandi. Basta pensare alla cronometro del Tour de France 2023: settimane di studio e analisi per mettere Jonas Vingegaard nelle migliori condizioni per dare una mazzata nel cronometro e nel morale a Tadej Pogacar. Missione compiuta.

Non sarà il risultato che emergerà dalla prima tappa della Tirreno-Adriatico a determinare il successo o l’insuccesso del nuovo casco. Sono solo dati. Dati raccolti e analizzati, perché il Team Visma fu Jumbo è stato uno primi, dopo la rivoluzione Sky, a capire l’ultilità dei big data. Che non è una parolaccia, è parte, piaccia o meno, del ciclismo. Che per fortuna a volte viene messa da parte per lasciare spazio alla lucida follia e al tripudio di gambe: tipo quello che ha combinato Tadej Pogacar alle Strade Bianche.