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Pavé mon amour. Il Gp de Denain è un’occasione in più

Gp de Denain 2023

Foto di Louis Lambin, tratta dalla pagina Facebook del Gp de Denain

La Francia del ciclismo ha sempre avuto una reverenza, quasi una sottile invidia, per ciò che accade oltre il confine nord-orientale. Strano per un paese convinto, e a ragione, di aver regalato al ciclismo gran parte del meglio che il ciclismo ancora offre ogni anno. La sottile invidia è derivata dal fatto che nelle Fiandre sono riusciti, al contrario di quanto accade nel nord francese, a rendere il pavé un attrazione ciclistica collettiva, multiforme e condivisa. Cosa che non sono riusciti a fare in Francia. Che la Parigi-Roubaix è una meraviglia ciclistica, una delle corse più fascinose del calendario ciclistico, ma è una, un giorno all’anno. Serviva qualcos’altro. Qualcosa tipo il Gp de Denain. Una corsa nata criterium, che si è evoluta come occasione per i velocisti, che si è trasformata in una piccola Roubaix, che è diventata autonoma, indipendente, con un fascino suo. Soprattutto, un’occasione in più.

Perché le pietre non bastano mai. Sono racchiuse poco più di un mese e mezzo, ma se ne vorrebbe di più. Va sempre così con le cose belle.

Il Gp de Denain è quel qualcosa in più. Era qualcosa che non c’era e che ora, da qualche anno – dal 2018 –, c’è.

Forse se lo filano ancora poco il Gp de Denain, ma ogni anno c’è un qualche appassionato in più. Ci vuole sempre un po’ di tempo per istituzionalizzare un appuntamento, una passione. La vicinanza con la Milano-Sanremo non facilita tutto questo, almeno per la partecipazione dei migliori, ma chissà, qualcosa potrebbe cambiare.

Il Gp de Denain è in continuo cambiamento. La versione 2023 ha tre chilometri in meno, un paio in più di pavé: ventitré. Soprattutto nuovi settori e l’eliminazione del circuito finale: non ci sono più i due passaggi sui sei tratti in pietra, c’è nuovo pavé da esplorare, l’ultimo a una dozzina di chilometri dall’arrivo.


Il nuovo percorso del Gp de Denain 2023


“Ora tutti i settori si susseguono, al massimo ci sono 11 chilometri di distanza tra uno e l’altro”, ha detto  Dominique Serrano, organizzatore della corsa, a velo-net. Insomma è migliorata la distribuzione delle pietre e questo non potrà che cambiare la gara. Pietre che saranno diverse da quelle della Roubaix, perché “è vero che il Gp de Denain è pensata come preparazione alla Roubaix, ma abbiamo sempre pensato che fosse e dovesse essere qualcosa di diverso dalla Roubaix, che fosse inutile percorrere gli stessi settori: la Roubaix è unica e unica deve rimanere. Anche perché porterebbe all’errore di pensare che il pavé francese è solo quello che già conosciamo: non è così, c’è tanto pavé da vedere, scoprire, percorrere”. Insomma, un’occasione in più. Più pavé mon amour.


La planimetria del Gp de Denain 2023

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