“Il dominatore Bottecchia”, la 6a tappa del Tour de France 1924

“Il dominatore Bottecchia”, la 6a tappa del Tour de France 1924

02/07/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Immaginate di pedalare per 326 chilometri per strade non asfaltate. Strade che salgono e scendono quattro colli dei Pirenei che ancora adesso si fa una bella fatica. Immaginate di farlo in sella a una bicicletta che pesa più di venti chili. Fatica eh? Beh questo è il racconto di quella fatica. Quella che fece Ottavio Bottecchia nella 6a tappa del Tour de France 1924, quella che fecero tutti i corridori il 2 luglio del 1924.

(qui trovate il prologo e tutte le puntate dedicate al racconto, con le parole di allora, della primo Tour de France vinto da Ottavio Bottecchia, un secolo fa)

L’altimetria della 6a tappa del Tour de France 1924

Il racconto della 6a tappa del Tour de France 1924, il primo vinto da Ottavio Bottecchia

Così il Corriere della sera raccontò la 6a tappa del Tour de France, del 2 luglio 1924.

I Pirenei, giudici inappellabili, graniticamente maestosi, hanno fatto oggi l’attesa  selezione tra i superstiti delle prime cinque tappe dei Giro di Francia.  

Sono chiamati infatti giudici inappellabili dalla carovana ciclistica dei concorrenti completata da quella automobilistica degli organizzatori e dei giornalisti, i cinque colli dei Pirenei che sui 326 chilometri della tappa Baiona-Luchon rendono l’itinerario penosissimo per oltre settanta chilometri di salita e che non sono quasi mai percorsi in macchina, salvo casi raramente verificatisi.

E poiché si parla in termini giuridici, diremo che la selezione odierna è definita una sentenza, che per il trionfatore Ottavio Bottecchia, vogliamo sperare sia senza appello.

Il veneto ha sbaragliato oggi avversari anziani e giovani con una facilità di stile ed una continua regolarità di marcia che raramente si riscontrò nei passati Giri di Francia, anche nei vincitori di molteplici giri, come il belga Thys. 

Il dominatore Bottecchia  

Il grado di forma perfetta del Bottecchia, già appalesatosi nelle precedenti tappe faceva del resto favorito l’italiano per gli stessi avversari; è forse questa una delle principali cause dell’abbandono dei fratelli Pélissier, che lealmente riconobbero essere inutile la lotta con il compagno di squadra.  

Bottecchia, con la brillante vittoria odierna, consegue un tale vantaggio in classifica generale che soltanto un incidente grave può ormai mettere in pericolo la gloriosa maglia gialla che egli veste dal primo giorno di corsa.

La sua popolarità in Francia, già grande per l’inattesa rivelazione dello scorso anno, aumenterà ancora dopo le indiscutibili prove di grande valore fornite nel vasto campo internazionale, prove che egli continuerà in questa grandiosa gara a tappe. Le folle sportive italiane, che seguono con passione le gesta del modesto e valoroso ex-mitragliere, potranno compiacersi che i nostri colori trionfino finalmente in quel Giro di Francia in cui tanti altri campioni italiani avevano invano tentato di distinguersi. Ottavio Bottecchia, senza essere il campione ufficiale d’Italia, si è ormai qualificato tra i grandi astri del ciclismo europeo. 

Brunero ha avuto invece oggi la sua giornata nera, come il suo compagno di squadra Aymo. Entrambi hanno dovuto pagare mil loro tributo al noviziato di questo genere di gare, poiché mancanti di pratica nel frequente cambio delle moltipliche. Tale cambio necessita nei troppi dislivelli a pendenze variabili che occorre aver percorso per conoscerli a fondo allo scopo di non stancarsi inutilmente spingendo moltipliche inadatte. Aymo oggi in poco buone condizioni di salute, terminò del resto coraggiosamente dopo una fermata di più di mezz’ora per rimettersi da una indisposizione viscerale. Il modesto Vallazza ha fatto una gara onorevole e regolare. Ottima anche la corsa del milanese Vertemati, che ottiene una brillante vittoria di tappa nella categoria turisti routiers, precedendo molti celebri campioni belgi e francesi. 

Anche Pratesi ha fatto una corsa regolare che gli aumenta il non lieve vantaggio per il primato di classifica generale della sua categoria. Del resto tutti i bravi turisti italiani proseguono coraggiosamente le fatiche del Giro, poiché una quindicina di essi sono ancora in gara per esser giunti in tempo a Luchon.  

Come ha vinto l’italiano 

La tappa odierna ha una storia molto semplice. Ottantasei concorrenti sono partiti questa notte alle 2 da Bayonne percorrendo tranquillamente i primi 70 chilometri. E giungendo ai piedi del colle dell’Osquich, dove si verificano le prime scaramucce. Bottecchia, Brunero, Barthelemy. passarono in testa sulla cima del colle. Ma la salita non era troppo difficile e al controllo seguente il plotone si era riformato rimanendo poi compatto fino al controllo di Oloron, dove 60 concorrenti giungevano alle 8,12′. 

Si era ai piedi della prima vera fatica della giornata, il colle dell’Aubisque. Bottecchia, fin dai primi metri della salita, prendeva subito un vantaggio che aumentava fino alla cima del colle (1.748 metri), dove passava con quattro minuti di vantaggio sull’immediato inseguitore Luciano Buysse, il quale precede di qualche minuto Franz. Continuando la sua marcia regolare e trionfale Bottecchia, aumentava il vantaggio sul secondo colle, quello del Tourmalet (2.123  metri), dove egli passava con 12 minuti di vantaggio, seguito da Buysse. Negli altri colli, quelli dell’Aspin e di Peyresourde, Bottecchia prendeva nuovi preziosi minuti agli avversari, giungendo al traguardo applauditissimo. 

articolo uscito nell’edizione del 3 luglio 1924

L’ordine d’arrivo della 6a tappa del Tour de France 1924

  1. Ottavio Bottecchia in 15 ore 24 minuti e 25 secondi
  2. Lucien Buysse a 18 minuti e 58 secondi
  3. Louis Mottiat a 33’27”
  4. Nicolas Frantz a 35’34”
  5. Théophile Beeckman a 36’16”
  6. Marcel Huot a 42’12”
  7. Giovanni Brunero a 47’40”
  8. Romain Bellenger a 54’58”
  9. Omer Huyse s.t.
  10. Georges Cuvelier a 56’34”

La classifica generale dopo la 6a tappa del Tour de France 1924

  1. Ottavio Bottecchia in 96 ore 50 minuti e 36 secondi
  2. Lucien Buysse a 30’21”
  3. Nicolas Frantz a 42’15”