Il giorno di Filippo Ganna alla Tirreno-Adriatico

Il giorno di Filippo Ganna alla Tirreno-Adriatico

10/03/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Filippo Ganna ha voluto concedere cinque chilometri di suspance. Ogni tanto ci vuole. Un po’ di suspance riesce a dare pepe anche a una cronometro marittima fatta di due lunghi rettifili e una curva a U.

È partito veloce ma tranquillo il campione italiano, ha lasciato far credere che a cronometro non va più come un tempo, ha fatto pensare ai malevoli che la pista la doveva abbandonare prima, che non basta prendersi una pausa. Poi, passato il riferimento intermedio in seconda posizione dietro a Juan Ayuso con due secondi di distacco, ha iniziato a fare sul serio. Ha impiegato 12 minuti e 17 secondi a percorrere gli undici chilometri e mezzo della cronometro individuale che ha dato il via alla Tirreno-Adriatico 2025. Gli ultimi sei chilometri e mezzo li ha pedalati due chilometri all’ora di media più veloce dello spagnolo.

Pedalare ventitré secondi in meno del secondo classificato in undici chilometri e mezzo è qualcosa di eccellente. Anche perché il secondo classificato è Juan Ayuso, uno che a cronometro va forte e che ogni tanto le vince (è accaduto quattro volte sinora).

Ogni tanto Filippo Ganna le cronometro le perde. Ogni volta che accade sembra che Filippo Ganna sia pronto per il de profundis ciclistico. Aver vinto ventisette volte contro il tempo, essere stato per due anni il campione del mondo, essere il recordman dell’Ora sembra contare poco o nulla. Filippo Ganna sembra non poter non vincere. Perché Filippo Ganna è colpevole di non aver scelto solo la strada. Si è tenuto pure la pista e questo non piace ai più.

Filippo Ganna ha sorriso. Non pensa a quello che è stato, pensa al futuro. “Mi aspetta un mese bello, importante e intenso, bisogna essere perfettamente rilassati per affrontare il programma intenso che abbiamo studiato e per il momento devo dire che rilassato e tranquillo. Il segreto? Negli ultimi giorni sono stato ad aiutare mio papà in giardino: al mattino bicicletta, al pomeriggio lavoro. Stavo giusto raccontando a Marco Villa che appena sono arrivato qui in ritiro ho chiesto al nostro massaggiatore Piero Baffi di mettermi a posto la schiena e le braccia perché… è stata dura. Molto meglio fare una bella distanza”, ha detto dopo la prima tappa.

Ora guida la classifica, veste la maglia blu. Sa che sarà impossibile portarla fino a San Benedetto del Tronto, ma si sa mai.

Tra gli uomini che puntano alla classifica generale (qui la guida a tutti i protagonisti della corsa dei due mari), Juan Ayuso è stato il migliore: secondo. Antonio Tiberi ha perso 6″ dallo spagnolo, Derek Gee 11″, Isaac Del Toro 15″, Laurens De Plus 22″, Pello Bilbao 31″, Simon Yates 32″, Jay Hindley e Giulio Ciccone 33″.

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