Il Giro delle Fiandre 2024 per Elisa (Longo Borghini)

Il Giro delle Fiandre 2024 per Elisa (Longo Borghini)

31/03/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Per Elisa oggi “è stato uno di quei giorni in cui ti alzi e dici: oggi vinco io”. E oggi Elisa Longo Borghini si è alzata e ha vinto lei. E mica una corsa qualsiasi, il Giro delle Fiandre 2024. 

Per Elisa l’oggi è iniziato parecchio tempo fa, visto che “ho iniziato a correre su queste strade del Belgio diversi anni fa e se sono diventata l’atleta che sono è perché sono venuta qui molto giovane. Ho patito molto i primi tempi, perché avevo difficoltà con il clima, ma tutto è servito e anche i sacrifici di quegli anni mi hanno portato a poter vincere oggi ancora una volta una corsa come il Fiandre”. 

Per Elisa, per Elisa Longo Borghini, pedalare è semplice, o meglio è più semplice che per noi sportivi da divano, ma mica è semplice davvero, soprattutto in certe gare, in gare come il Giro delle Fiandre. Eppure può andar peggio, non pedalare per esempio, o pedalare e ritrovarsi dietro per un motivo o per l’altro. E così per Elisa “sono caduta ma sono stata supportata nel miglior modo possibile e poi c’è stato il lavoro straordinario di Shirin Van Arnrooij che dopo la caduta è andata come una moto. Io e Shirin abbiamo fatto prima e terza in una corsa come questa ed è veramente qualcosa di straordinario”.

Una caduta che sarebbe stato meglio non ci fosse, ma che poco male anche se c’è stata. Perché, per Elisa, “correre e vedere i fumogeni colorati e le urla della gente ti esalta”. E allora poco importa della pioggia, della polvere depositata tra pietra e pietra che diventa fango, che si mescola all’aria, che si deposita ovunque. 

Per Elisa è una vittoria che si ripete, ma che è nuova, come ogni vittoria, perché nessuna è uguale alle altre anche se i percorsi se non gli stessi sono quantomeno simili. Era il 2015 quando Elisa Longo Borghini vinse per la prima volta il Giro delle Fiandre. Altre volte c’era andato vicina. Le era sempre però sfuggita. È cambiato il mondo, è cambiato il ciclismo, si sono alternate campionesse capaci di segnare ère. Lei non è mai cambiata, o forse sì, forse, anzi sicuramente, è cambiata pure lei. Lei che mai o quasi la danno per favorita ma che poi è sempre là, sempre tra le più forti, che sia una corsa a tappe o una classica sulle pietre o una classica piena zeppa di salite. Lei che corre, che ogni tanto sembra perdersi, ma che non si perde mai perché una come lei, una come Elisa Longo Borghini non si perde, legge la corsa e sa quando e come muoversi.  

Tipo sul Koppenberg. Perché per Elisa, “avevo la ruota posteriore scivolosa e ho deciso di salire con il mio passo e poi mi sono accorta che la Kopecky non era davanti e ho capito che quella era l’occasione giusta”. Occasione sfruttata poi grazie a un gioco di squadra ottimo e a una gamba, anzi due, capace, anzi capaci, di staccare le avversarie, a eccezione di Katarzyna Niewiadoma, che oggi aveva gambe buone tanto quanto quelle di Elisa Longo Borghini. 

Sono passati nove anni dal 5 aprile del 2015, tante delle prime di allora ora non corrono più. Tutto è cambiato. Anche la vittoria. Perché per Elisa “questa vittoria è diversa per me, perché arriva da donna matura e poi, tagliare il traguardo con la maglia tricolore è veramente qualcosa di straordinario”. 

L’ordine d’arrivo del Giro delle Fiandre 2024

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