Il tricolore di Alberto Bettiol

Il tricolore di Alberto Bettiol

23/06/2024 0 Di Andrea Trapani

Dal nostro inviato a Sesto Fiorentino. Alberto Bettiol, ciclista toscano della EF Education-EasyPost, ha conquistato il titolo di campione italiano su strada (qui tutti i vincitori negli altri paesi) per la prima volta in carriera. Lo ha fatto praticamente in casa, con la famiglia presente sul percorso, a poche centinaia di metri dalla casa di Alfredo Martini a cui questa edizione dei tricolori era legata a doppio filo visto che si svolgeva come quarta edizione della “Per Sempre Alfredo”, la gara dedicata al compianto commissario tecnico della Nazionale.

Quel pubblico che non c’era

Un legame che non si è visto sul percorso: nonostante l’impegno degli organizzatori, l’evento non ha visto il fiume di gente che probabilmente tra pochi giorni inonderà Firenze per il Tour de France. Il meteo non ha aiutato, il grande pubblico non ha risposto. Peccato. Non è neanche stata sbagliata la data, anzi, la presenza del direttore generale del Tour, Christian Prudhomme, ha dato solo un ulteriore riconoscimento a chi ha organizzato la gara tricolore.

Il problema probabilmente è più profondo e riguarda questi anni in cui il nostro ciclismo sta scivolando nell’anonimato alla ricerca di un nuovo campione capace di attrarre interesse e nuovo pubblico. Non basta correre nelle terre che rappresentano la storia di questo sport per (ri)portare il calore lungo le strade dei campionati italiani. Eppure il vincitore di oggi è uno di quei nomi che ha tutte le potenzialità per titillare gli appassionati.

La classe di Bettiol è tale che viene naturale incitarlo lungo la strada, lo si visto è al Fiandre 2019, lo si è notato pure oggi.

Nei 228 km con partenza da Firenze e arrivo nel centro di Sesto Fiorentino, il ciclista nato a Poggibonsi ha fatto la differenza proprio nell’ultima salita del Monte Morello staccando i suoi compagni di fuga alla fine del quarto giro dopo aver attraversato la Valdisieve, e arrivando in solitaria al traguardo con un’azione di forza che ben pochi possono permettersi.

La corsa in breve

La corsa, come di consueto, è stata difficile da controllare. Se la salita delle Croci di Calenzano ha rappresentato solo l’antipasto, il circuito finale aveva diverse difficoltà che si accentuano in chilometraggio così lunghi. Su tutte via di Baroncoli, un’ascesa pedalabile (4,9 km al 4,4%) che – posta a 8,6 chilometri dal traguardo – è diventata la rampa di lancio per gli attacchi decisivi per scappare nella discesa assai tecnica che porta i corridori a valle.

Così è stato.

La fuga decisiva ha preso il largo dopo circa 80 km, con un gruppo di 15 attaccanti che si è susseguito nelle fasi più calde della corsa. A circa 60 km dall’arrivo, il gruppo dei fuggitivi si è ridotto a Bettiol, Lorenzo Rota (Intermarché-Wanty), Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) e Samuele Zoccarato (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè).

Se Monte Morello ha confermato di non essere una salita facile, proprio prima dell’ultimo scollinamento Bettiol ha distanziato Rota e Zambanini, arrivando al traguardo con il tempo necessario per sollevare la sua bici in segno di vittoria. Rota e Zambanini hanno completato il podio, mentre Filippo Ganna ha chiuso al quarto posto, seguito da Formolo, Aleotti e Ciccone.

La felicità di Bettiol

Bici alzata in cielo, “meglio di un sogno”, Bettiol non ha nascosto la propria gioia per la sua prima maglia tricolore. Un traguardo che aveva solo sfiorato 5 anni fa, terzo all’arrivo, e che oggi ha coronato la sua forma fisica in vista del doppio appuntamento francese tra Tour e Olimpiadi: “È stata una giornata bellissima, nonostante una corsa molto dura a causa del brutto tempo che abbiamo trovato per la prima parte della prova. Una vittoria speciale per tanti motivi: correvo in casa, correvo da solo perché è vero che in gruppo ho tanti amici ma non avevo nessun compagno di squadra. E confesso che non mi aspettavo di andare così forte perché arrivo da una settimana molto complicata dopo la caduta al Giro di Svizzera”.

Non manca un ringraziamento a Lorenzo Rota ed Edoardo Zambanini che hanno collaborato alla fuga, “si meritavano anche loro la vittoria e sono stati degli ottimi compagni di viaggio”.

Curiosità

Lorenzo Rota con il secondo posto odierno è diventato il primo ciclista in assoluto ad arrivare alle spalle del vincitore per tre edizioni consecutive dei campionati italiani. Prima di lui erano arrivati a quota 2 Battaglin (1979-1980), Gimondi (1970-1971), Vito Taccone (1968-1969), Pietro Rimoldi (1939-1940), Remo Bertoni (1932-1933) e Antonio Negrini (1928-1929). Un parterre de roi niente male per il ciclista bergamasco.

Classifica “Per sempre Alfredo” – campionato nazionale in linea 2024

1. Alberto Bettiol (EF Education-EasyPost) 5h 03’ 06”
2. Lorenzo Rota (Intermarché-Wanty) a 17”
3. Edoardo Zambanini (Bahrain Victorious) s.t.
4. Filippo Ganna (Ineos Grenadiers) a 20”
5. Davide Formolo (Movistar) a 26”
6. Giovanni Aleotti (Bora-Hansgrohe) s.t.
7. Giulio Ciccone (Lidl-Trek) s.t.
8. Simone Velasco (Astana Qazaqstan) a 54”
9. Filippo Fiorelli (VF Group-Bardiani CSF-Faizanè) s.t.
10. Diego Ulissi (UAE Team Emirates) s.t.