Il sorriso di Jonas Vingegaard e il Tour de France 2024 ribaltato

Il sorriso di Jonas Vingegaard e il Tour de France 2024 ribaltato

04/06/2024 1 Di Giovanni Battistuzzi

Jonas Vingegaard è tornato a pedalare e pedalando è tornato a sorridere. Pedala a Tignes, sulle Alpi francesi, in altura, lì dove ci si ossigena per bene per le gare che contano. E quella che conta di più per lui è il Tour de France. Non tornerà in gruppo prima del 29 giugno, prima della Grand Départ di Firenze. Dovrebbe esserci, il Team Visma | Lease a bike è fiducioso, nonostante la prudenza nelle parole, a BT, del suo allenatore Tim Heemskerk: “La mia speranza è che possa allenarsi con il resto della squadra quando verranno a Tignes dopo il Delfinato per il ritiro prima del Tour e diventare un membro a pieno titolo della squadra. Nessuna decisione è stata ancora presa. In questo momento, la cosa più importante è oggi e domani”. 

Dal gruppo Jonas Vingegaard manca dal 4 aprile. Era iniziato benissimo il 2024 del danese, una dimostrazione di forza iniziata al O Gran Camiño e continuata alla Tirreno-Adriatico. Al Giro dei Paesi Baschi ha preso le sembianze dell’incubo. Una caduta ad alta velocità, in gruppo. Tanti a terra, lui pure, in una canalina di cemento: fratture alle costole, alla clavicola, uno pneumotorace e la convinzione che potesse andare addirittura molto ma molto peggio.

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Chi lo ha visto in quei giorni ha raccontato di aver avuto davanti un uomo “abbattuto”. Un uomo che ha ritrovato un filo di sorriso il 7 maggio alla prima uscita in bicicletta.

Ora sta meglio, ora sorride.

Jonas Vingegaard e il Tour de France 2024

Pensa al Tour de France, vuole il Tour de France. A qualsiasi costo. Anche a quello di sacrificare qualsiasi altra cosa. Lo farà, è un ciclista, un campione, e i ciclisti, i campioni, hanno ben chiaro cosa serve per arrivare dove vogliono arrivare: sacrificio, abnegazione, forza di volontà. E che le gambe girino, anche non benissimo, non importa, i chilometri le roderanno. 

Muoversi costa fatica, muoversi regala allegria. E spensieratezza. Soprattutto quell’incredibile libidine che la bicicletta regala e che fa sparire brutti pensieri e cattive sensazioni, ed è capace di ricostruire un corpo, soprattutto rigenerare una persona

E poco male che nulla è andato come doveva andare, che dovrà rincorrere. Sono imprevisti prevedibili, prima o poi capitano a tutti. 

Jonas Vingegaard sa che avrà davanti un mondo rovesciato, un Tour de France, rovesciato rispetto a un anno fa. 

Da Bilbao, il primo luglio del 2023, Jonas Vingegaard era partito da favorito, con la squadra più forte al fianco e un avversario, l’unico davvero al suo livello, Tadej Pogacar, alle prese con un recupero lungo dalla frattura dello scafoide subita alla Liegi-Bastogne-Liegi.  

Tutto sarà ribaltato a Firenze. Tadej Pogacar inizierà a pedalare da vincitore del Giro d’Italia con in mente di completare l’accoppiata che lo consegnerebbe alla storia del ciclismo. E con a fianco la squadra più forte (Juan Ayuso, Joao Almeida, Adam Yates, Pavel Sivakov, Marc Soler, Tim Wellens e Nils Politt).