L’apprendistato sul pavé di Laurence Pithie

L’apprendistato sul pavé di Laurence Pithie

26/03/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

Fino alla metà di marzo del 2023 di Laurence Pithie si diceva un gran bene ma sempre e solo quando si parlava di velocisti interessanti per gli anni a venire. Nelle categorie giovanili, anche prima che indossasse la maglia dell’Equipe continentale Groupama-FDJ, il neozelandese si era ben distinto negli arrivi di gruppo e aveva fatto intravedere anche la capacità di affrontare senza troppi problemi gli strappi. Oltre a vincere la medaglia d’oro ai Mondiali su pista nell’Omnium e nell’Americana, categoria Juniores. 

Poi arrivò il 15 marzo e nulla fu più come prima. O meglio, nulla fu più come prima per Marc Madiot, il general manager della Groupama – FDJ. 

Quel giorno Marc Madiot decise di schierare Laurence Pithie al via della settantasettesima edizione della Danilith Nokere Koerse, una semiclassica del pavé notoria per il suo percorso ondulato ma non troppo e per la sua planimetria complicatissima. Pithie con la bicicletta aveva sempre dimostrato di saperci fare e quindi il piano per il neozelandese era quello di stare il più vicino possibile al capitano di giornata, Lewis Askey, e cercare di dargli una mano a preparare il prevedibile sprint finale. 

Quel giorno Laurence Pithie non solo riuscì a fare quello che la squadra gli aveva chiesto di fare, ma lo fece talmente bene (Askey finì quinto, lui nono) che vedendolo pedalare sulle pietre, quelle poche e nemmeno troppo difficili della Danilith Nokere Koerse, Marc Madiot si convinse che quel ragazzo venuto dall’altro capo del mondo avesse un talento naturale per il pavé e che glielo avrebbe tirato fuori tutto. Era quella infatti la prima corsa di Laurence Pithie sulle pietre delle Fiandre. 

Poco più di un anno dopo Laurence Pithie ha dimostrato a Marc Madiot che non si sbagliava affatto, che lui sulle pietre si trova a suo agio, talmente bene che alla Gent-Wevelgem non ha avuto alcun problema a seguire Mathieu van der Poel quando l’olandese ha provato a seminare per strada tutti i suoi rivali. Il neozelandese è stato l’ultimo ad arrendersi a Vdp e Mads Pedersen. Prima di lui aveva perso le ruote dei migliori in tanti, praticamente tutto il gruppo.

Laurence Pithie alla Gent-Wevelgem 2024
Laurence Pithie alla Gent-Wevelgem 2024 (foto tratta dal profilo X della Wilier Triestina, quella in copertina invece è tratta dal profilo X della Groupama – FDJ)

Una gran prova quella di Laurence Pithie che non troverà memoria negli annali. Il traguardo lo ha attraversato in ventiseiesima posizione, a metà del gruppetto (regolato da Jordi Meeus) che si è giocato il terzo posto alle spalle di Mads Pedersen e Mathieu van der Poel. 

“Penso di aver giocato bene le mie carte oggi”, ha detto il neozelandese dopo la gara. “Ho collaborato un po’ con Mads e van der Poel. Sono riuscito a seguire Mathieu quando ha cercato di allungare sullo sterrato delle Ploegsteert tra il primo e il secondo passaggio sul Kemmel. Non credo di essere mai andato così a fondo delle mie capacità in vita mia. Quella è stata una gara assassina”. 

Una dimostrazione di forza, soprattutto di capacità di interpretare la corsa: “Sapevo che il primo passaggio sul Kemmel sarebbe potuto essere decisivo e quindi mi sono fatto trovare il più avanti possibile. Certo forse avrei potuto dare qualche cambio in meno, avrei potuto salvare le gambe per il finale, perché sapevo che quei due avrebbero accelerato il ritmo ancora. Ma abbiamo preferito agire così tatticamente e almeno sono riuscito a capire un po’ più i miei limiti”. 

Che fosse consapevole dei suoi mezzi già lo si sapeva: “Ho sempre saputo di essere veloce, ma non veloce abbastanza per poter vincere volate a ranghi compatti. Preferisco le gare più dure. Penso di essere velocista versatile, uno che riesce a dare il meglio di sé quando la corsa è impegnativa, spero un giorno di diventare uno buono per le classiche. Ma ho ancora da imparare, imparo giorno dopo giorno ed è una bella sorpresa vedere cosa sta succedendo”, aveva detto a Gcn alla vigilia della Gent-Wevelgem

Una prestazione che segue quelle positive a Le Samyn (ottavo) e alla Milano-Sanremo (quindicesimo)

Marc Madiot è uno all’antica, uno che crede che ci voglia del tempo per tirare fuori il meglio dai suoi ragazzi. Per questo ha deciso che almeno per quest’anno Laurence Pithie è meglio che il Giro delle Fiandre (qui trovate la guida completa alla Ronde 2024 – e qui quella a tutti i muri che segneranno le pedalate dei corridori) lo guardi dalla televisione. Il suo apprendistato lo chiuderà alla Dwars door Vlaanderen, poi si concentrerà nella preparazione del Giro d’Italia. E di tappe buone per uno con le sue caratteristiche ce ne sono più d’una.