Liegi-Bastogne-Liegi 2026, la guida
22/04/2026Quello che c’è da sapere sulla Liegi-Bastogne-Liegi 2026 che si corre domenica 26 aprile: il percorso, l’altimetria, tutti gli iscritti e i favoriti
Domenica 26 aprile si corre la Liegi-Bastogne-Liegi 2026. La Doyenne, la più antica delle Classiche monumento – non la corsa più antica arrivata sino a noi, quella è la Milano-Torino – è giunta alla 112esima edizione.
Liegi-Bastogne-Liegi 2026, gli iscritti e i favoriti
Al via della Liegi-Bastogne-Liegi 2026 c’è Tadej Pogačar, che ha già vinto tre volte la Doyenne, è da due anni che arriva a Liegi da solo, e a due vittorie dal record di Eddy Merckx. E quando c’è in corsa il campione sloveno la domanda è soprattutto una: c’è davvero qualcuno che può batterlo? Difficile.
Remco Evenepoel però ha dimostrato alla Amstel Gold Race di avere la gamba assai buona, anche se non è riuscito a staccare il danese Mattias Skjelmose. Paul Seixas ha fatto vedere quanto sa andare forte alla Freccia Vallone. Il francese è l’unico che in salita quest’anno è riuscito a stare alla ruota di Pogačar. Lo ha fatto alla Strade Bianche, non è rimasto a lungo, ma è stato bravo a capire quando era il caso di dire basta per non andare in crisi.
La Trek schiererà la coppia Mattias Skjelmose-Giulio Ciccone. Ottimi corridori, entrambi adatti a questa corsa, ma difficilmente avranno le gambe per tenere lo sloveno. Partito lui però alle sue spalle si aprirà un’altra corsa e, soprattutto l’italiano, sa gestire bene le dinamiche di gara di una corsa di un giorno. Tobias Halland Johannessen, Cian Uijtdebroeks, Kévin Vauquelin e Lennert van Eetvelt hanno il talento per stare con loro.
Tra i primi ci potrebbero essere Mauro Schmid e Anders Foldager del Team Jayco AlUla, Romain Gregoire della Groupama-FDJ United, Emiel Verstrynge della Alpecin-Premier Tech, Axel Laurance della INEOS e Alex Baudin della EF Education-EasyPost.
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Liegi-Bastogne-Liegi 2026, il percorso
I ciclisti puntano verso Bastogne percorrendo 96,6 chilometri di strade ondulate con molta salita, ma una sola côte, quella di Saint-Roch. Da Bastogne iniziano le difficoltà vere. La prima è il Col de Haussire (3,9 chilometri al 7,2%). Un lungo falsopiano porta i corridori al Baraque de Fraiture, il punto più alto del percorso a 649 metri sul livello del mare.
La Liegi-Bastogne-Liegi farà però davvero sul serio solo con la Côte de Wanne, a circa 88 chilometri dal traguardo, la terza delle undici salite ufficiali. La Côte de Stockeu e la Côte de Haute-Levée sono in rapida successione. È lì che si inizierà a capire come stanno le gambe. Scendono poi ai piedi del Col du Rosier, la salita più lunga della giornata: 4,4 chilometri con una pendenza media del 5,9%. La Côte de Desnié precede La Redoute. È un tratto cruciale, perché è lì che o si parte o si seleziona a pochi la questione vittoria: sono 1,6 chilometri con una pendenza media del 9,4%.
Una volta in cima c’è quasi subito una salita di 1,8 chilometri al 4% verso Cornémont, seguita da una discesa fino ai piedi della Côte des Forges: 1,3 chilometri al 7,8%. Da lì, restano da pedalare 23,3 chilometri che iniziano con un breve tratto pianeggiante e una discesa che porta all’ultima côte di giornata. La Côte de la Roche-aux-Faucons è lunga 1.300 metri e ha una pendenza media dell’11%. La salita è seguita da un’altra salita di 2,1 chilometri con una pendenza del 4,5% verso Boncelles.
La discesa termina ai meno 2 dal traguardo.

L’altimetria


