Lorenzo Mark Finn ha vinto anche il Tour de l’Avenir

Lorenzo Mark Finn ha vinto anche il Tour de l’Avenir

26/08/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Come lui prima di lui c’era stato solo Gianbattista Baronchelli. Nessun altro era riuscito a unire Italia e Francia, Giro d’Italia dilettanti (o GiroBio o Next Gen che dir si voglia) e Tour de l’Avenir. Solo Gianbattista Baronchelli. Da oggi Tista è in compagnia di Lorenzo Mark Finn.

Era un corridore meraviglioso e svagato Gibì, troppo sorridente e simpatico per vincere quello che avrebbe potuto per talento vincere, arrivato forse nel periodo sbagliato, quello dei Giri d’Italia un po’ meno duri, perché occhieggiavano ad altri campioni.

Lorenzo Mark Finn oggi è riuscito a ripetere quanto aveva fatto Tista ma con la maglia di campione del mondo U23 addosso, la seconda vinta in carriera, la prima però davvero vestita e vissuta, visto che quella iridata Junior se l’è goduta poco per il cambio di categoria.

Lorenzo Mark Finn a giugno aveva dominato il Giro d’Italia Next Gen: vittoria a Monte Livata, vittoria a cronometro, maglia rosa finale. Si è ripetuto al Tour de l’Avenir: vittoria a cronometro, intelligente controllo nel tappone dell’Iseran, vittoria al Lago Serrù sotto il Nivolet, maglia gialla finale.

Una superiorità netta rispetto agli avversari. Avversari che tanto male non erano: Mateo Ramírez e Henrique Bravo sono due che nei prossimi anni potrebbero fare assai bene anche tra i professionisti.

La scelta di Lorenzo Mark Finn

Lorenzo Mark Finn tra i professionisti correrà il prossimo anno. Avrebbe potuto già correre in pianta stabile e non solo a pizzichi e bocconi come ha fatto in questo 2026, vista l’ormai permeabilità quasi totale tra due mondi che un tempo erano invece distanti ed escludenti. Al termine del 2025 aveva preferito rimanere tra gli Under 23. Non tanto per paura di non essere all’altezza degli avversari, quanto per volontà di correre in maglia iridata e accaparrarsi quello che un anno fa gli era sfuggito un po’ per sfortuna un po’ per superiorità di chi tra i professionisti aveva iniziato a pedalare già forte: Paul Seixas.

L’italiano è giovane, ma non è uno sprovveduto. Sa bene che ormai tra gli Under si corre forte e sa che a volte è il morale e la convinzione di potercela fare a fare la differenza. E di morale e convinzione di potercela fare se ne è caricati a iosa in saccoccia.

Per chiudere in bellezza questa stagione gli manca soltanto il Mondiale. A fine settembre proverà a inseguire la terza maglia iridata di fila sulle strade canadesi. Poi su di lui ricadranno le speranze di un paese che da troppo tempo cerca un capofila capace di farlo sognare.