Le discese di Matej Mohoric sono jazz

Le discese di Matej Mohoric sono jazz

01/02/2024 2 Di Giovanni Battistuzzi

Le discese di Matej Mohoric sono veloci sempre, folli mai anche se folli possono apparire. Questione di sensibilità, di senso del limite. Disse tre anni fa che “per andare forti in discesa non serve essere spericolati, anzi. Serve consapevolezza, sapere quello che si sta facendo e come farlo nel migliore dei modi e correndo meno rischi possibili”. E vedendo scendere Matej Mohoric si capisce perfettamente come lui di rischi se ne prenda pochissimi e sia sempre in (apparente) perfetto controllo della situazione. 

Come quella volta alla Milano-Sanremo del 2022 giù dal Poggio. Recuperò i primi in poche centinaia di metri, poi li staccò e non lo rividero più. Fece una discesa di pedalate potenti e traiettorie perfette, talmente perfette da far temere per lui in una curva: utilizzò tutto l’asfalto che aveva a disposizione. Quella Milano-Sanremo la vinse. 

Come tante volte in carriera. 

Come una volta in più in carriera scendendo dall’Alto Pla de Corrals verso La Valldigna termine della seconda tappa della Volta a la Comunitat Valenciana. Anche in Spagna è andata come a Sanremo: Matej Mohoric primo, dietro tutti gli altri. Prima vittoria per lo sloveno e prima vittoria anche per la sua squadra, la Bahrain – Victorius.

Non sempre va così, nonostante discese perfette. Durante la prima tappa della corsa valenciana, giù dal Desert de les Palmes, lo sloveno aveva dipinto ruote su asfalto un’altra discesa perfetta. Ma Alessandro Tonelli e Manuele Tarozzi erano troppo lontani. Peccato, s’è detto. L’ha utilizzata come prova generale per il grande show. 

Ha detto Matej Mohoric: “Volevo andare forte, ma senza rischiare di perdere il controllo della bicicletta o scivolare. Alcune curve erano difficili, ma penso di aver fatto una bella discesa”. Lo è stata.

Le discese di Matej Mohoric sono consapevolezza e tranquillità, conoscenza delle leggi della fisica e valutazione esemplare del rischio. Sono sentimento, perché in fondo è quello che ti fa essere convinto che tutto possa non andare che bene. Sono interpretazioni musicali e libere variazioni sul tema. Sono jazz, puro jazz, jazz in bicicletta.