Milano-Torino 2024. Alberto Bettiol fa primavera

Milano-Torino 2024. Alberto Bettiol fa primavera

13/03/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

La Milano-Torino è corsa da mezza stagione. Rimbalza tra primavera e autunno, e poco importa se ancora primavera non è, senza soluzione di continuità apparante. È nata di maggio, era il 25 maggio 1876, un tempo enorme anche per una corsa di ciclismo. Poi ha occupato i buchi di calendario lasciati dalla evoluzione in tradizione delle altre corse. Era pure saltata dal 2008 al 2011, a nessuno sembrava fregare qualcosa di una corsa antica, ma non abbastanza lunga per distanza, e incapace di trovare davvero una sua identità. 

Non ce l’ha nemmeno oggi un’identità, ma i tempi sono cambiati, sono diventati fluidi, o così dicono, e la Milano-Torino ha ritrovato una sua consistenza, un suo fascino perché mai simile a se stessa, sempre pronta a rifarsi il trucco, a cambiare forma, a tenere insieme nell’albo d’oro Primoz Roglic e Mark Cavendish, Thibaut Pinot e Arnaud Démare, Arvid de Kleijn e Alberto Bettiol. 

Pure Alberto Bettiol è corridore da mezza stagione, che con quella piena il toscano ci va mai troppo d’accordo. È atleta primaverile Alberto Bettiol, strano esemplare di corridore che non è carne né pesce, ma che sa come mettere insieme una cena, soprattutto quando si siede su panche scomode e serve immaginazione per creare qualcosa di buono da strani ingredienti. 

Alberto Bettiol appare in primavera, a volte prima che la primavera si faccia davvero tale. Basta l’aria frizzantina, basta un vago aroma. Ed eccolo sui pedali riapparire in testa al gruppo. E nei giorni giusti fuggire dal gruppo, perché se pedalare è sempre meraviglioso, farlo con meno gente possibile attorno è meglio. Soprattutto in gara. 

Oggi, mercoledì 13 marzo 2024, con sette giorni d’anticipo sulla primavera ufficiale, ma già con quel sentore di odori e temperature, era uno di quei giorni. Uno di quei giorni giusti. Almeno per Alberto Bettiol. 

Il toscano si è fatto rivedere davanti. Poi molto avanti, avanti a tutti. 

Uno scatto secco, convinto, fresco come il vento che dai monti scende a ricordare a tutti che tutto può ancora cambiare ed è meglio non abituarcisi troppo.

Alberto Bettiol ha abbracciato la solitudine, si è girato qualche volta per vedere se era davvero reale, poi l’ha allungata per il tempo e la distanza giusta: una trentina di chilometri, che possono essere molti se alle tue spalle c’è un’intera squadra che insegue, la BORA – hansgrohe. Abbastanza per superare la linea d’arrivo prima di tutti gli altri (e che altri, visto i tre corridori che gli sono arrivati dietro: Jan Christen, secondo, Mark Hirshi, terzo, Diego Ulissi, quarto, tutti della stessa squadra, l’UAE Team Emirates), per ricordare l’effetto che fa tutto questo.

Era da quasi tre anni che non gli accadeva in una corsa che prevedeva la presenza di qualcuno al suo fianco, che prevedeva la necessità di liberarsi degli altri. Un anno fa aveva vinto a cronometro al Santos Tour Down Under, ma un po’ perché c’è meno gusto a battere il tempo, un po’ perché il meteo gli diede una mano non è che se la gustò poi molto.

Oggi Alberto Bettiol ha detto che “le due salite di oggi mi hanno ricordato Cipressa e Poggio, ma non mi considero uno dei favoriti per la Milano-Sanremo“. Quello che non ha detto è che un pensierino probabilmente l’ha iniziato a fare. Anche perché se c’è qualcosa che si sa è che alla Milano-Sanremo può succedere qualsiasi cosa.

Oggi mentre Alberto Bettiol pedalava verso il traguardo, una rondine è apparsa a pochi metri dalla sua testa. Pochi secondi appena quasi a ricordargli il detto che una rondine non fa primavera, ma che in fin dei conti lo non si sa mai veramente, perché anche se non la fa, non è detto che la primavera non sia già arrivata. 

Milano-Torino 2024, vince Alberto Bettiol. Così all’arrivo

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