Dieci facce per i Mondiali di ciclismo 2025: i favoriti

Dieci facce per i Mondiali di ciclismo 2025: i favoriti

26/09/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

A Kigali sarà un testa a testa tra Tadej Pogacar e Remco Evenepoel? Probabile. Un viaggio tra i favoriti dei Mondiali di ciclismo 2025

Quando al via di una corsa importante c’è Tadej Pogacar, spesso e volentieri va a finire che il primo a superare la linea d’arrivo è proprio Tadej Pogacar. Non sempre, certo. Ogni tanto c’è chi riesce a finirgli davanti, chi riesce a sorprenderlo, a trovare il modo di ribellarsi alla volontà di vittoria del campione sloveno pur non avendo nelle gambe cotanto talento: tipo Mattias Skjelmose all’Amstel Gold Race 2025. Una corsa di ciclismo, ogni corsa di ciclismo, in fondo, non è una funzione matematica di semplice risoluzione, le variabili sono tantissime, a tal punto da trasformarsi in un problema matematico irrisolto.

Tadej Pogacar è il favorito per la vittoria della prova in linea dei Mondiali di ciclismo 2025 in Ruanda, per pedalare un altro anno con la maglia iridata addosso. Un anno fa a Zurigo, allungò a dismisura la solitudine del ciclista, inseguendo un’intuizione che lo portò a fare “una cosa stupida”, disse. Stupida, forse, ma che difficilmente scorderemo. Perché certe imprese le si dimenticano con grande difficoltà.

E lo è nonostante il quarto posto alla cronometro individuale di domenica dominata da Remco Evenepoel. Non è salito sul podio, si è fatto raggiungere dal belga, ma tutto questo conta assai poco. Nella cronometro da una botta e via, lo sloveno non ha mai brillato, che non l’abbia fatto anche a Kigali cambia poco, nulla, sul giudizio che abbiamo, avremo, di lui.

Per settimane si è parlato più di chi non sarebbe andato in Ruanda che di chi sarà il via della prova in linea iridata. E tra i presenti c’è un manipolo di corridori che ha una gran voglia di mettere la propria ruota davanti a quella dello sloveno.

A partire da Remco Evenepoel.

Il belga sembra essersi liberato dai tormenti degli ultimi mesi. La caduta del 3 dicembre 2024, dovuta dall’apertura della portiera di un furgoncino da parte di un automobilista che, diceva, non vide Remco arrivare – perché gli automobilisti non vedono mai arrivare i ciclisti? – aveva lasciato più ferite nella testa che nel corpo del corridore. Sono uscite tutte al Tour de France: andò in crisi nera, si ritirò nell’ultima tappa pirenaica. Il cambio di squadra, la possibilità di preparare senza affanni e senza l’ansia di dover bruciare le tappe lo hanno rigenerato. E quando sta bene, in una corsa di un giorno, Remco Evenepoel può sfidare ad armi pari Tadej Pogacar.

Potrebbe essere una questione privata tra loro. Potrebbe. Ma anche no.

Non solo Pogacar vs Pogacar. Gli altri favoriti dei Mondiali di ciclismo

Perché se Tadej Pogacar ha ritrovato il sorrido e dice di stare bene, se Remco Evenepoel ammette di essere nella miglior condizione di questo anno, Isaac Del Toro ha dimostrato a settembre che le gambe gli girano a meraviglia sui pedali: quattro vittorie in pochi giorni, dal GP dell’Industria e dell’Artigianato al Trofeo Matteotti. E in Ruanda ci è venuto senza nemmeno la fatica di una corsa a tappe di tre settimane.

In Spagna, alla Vuelta, hanno faticato Juan Ayuso e Giulio Ciccone. Lo spagnolo è crollato e si è redento più volte, ha ottenuto la separazione dal UAE Team Emirates – con tanto di polemicuccia – come voleva da tempo, ha continuato a fare ciò che voleva in corsa, spesso ignorando la richiesta di una mano del compagno divenuto capitano João Almeida. L’italiano si è illuso di fare tre settimane di alta classifica, ha pagato una preparazione non ottimale per competere alla Vuelta, poi ha pensato a sistemare la gamba per il Ruanda. E forse ha fatto bene, perché su un percorso del genere, l’italiano può dire la sua, puntare al podio.

Egan Bernal alla Vuelta ha ritrovato la vittoria, non ancora la competitività sulle tre settimane, ma il Mondiale è questione di un giorno, chissà.

E nelle questioni di un giorno, si sanno muovere a meravigli Julian Alaphilippe e Ben Healy. Il francese di Mondiali ne ha vinti due, qualche anno fa certo, ma alla Tudor ha ritrovato il piacere di correre libero, scaricando la pressione che gli aveva indurito le gambe negli ultimi anni nel Wolfpack. E a Kigali ci è arrivato con alle spalle la vittoria al Grand Prix Cycliste de Québec: un buon biglietto di presentazione (anche se è stato male tra Canada e Ruanda). L’irlandese invece si è concesso cinque giorni di corsa in Lussemburgo dopo l’ottimo Tour de France disputato in estate e chiuso al nono posto. È corridore determinato e abituato a inseguire l’improbabile e a Kigali probabile e improbabile spesso si mescolano. O così dicono in Ruanda.

In Lussemburgo, Ben Healy ha potuto notare che è vero quello che va dicendo in giro da giorni Mattias Skjelmose: “Mi sento in ottima condizione”. Ha vinto una tappa allo Skoda Tour de Luxembourg, è andato forte in Québec.

E poi c’è Quinn Simmons, uno capace di tutto, uno capace davvero si mescolare probabile e improbabile.

Oltre i favoriti dei Mondiali di ciclismo 2025, la startlist completa

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