Gli ostacoli al O Gran Camiño del ciclismo in Galizia

Gli ostacoli al O Gran Camiño del ciclismo in Galizia

22/02/2024 0 Di Giovanni Battistuzzi

La Spagna è lo stato dove il numero di ciclisti e cicloturisti sta crescendo di più in Europa, anche grazie all’attenzione sempre maggiore che il governo centrale, le Comunità autonome e le amministrazioni locali hanno per la bicicletta e la mobilità ciclabile (tanto che dall’ultimo studio promosso dal Governo è emerso che sono oltre 20 milioni i cittadini che utilizzano frequentemente la bicicletta come mezzo di trasporto, mentre il 50,7% della popolazione utilizza la bicicletta almeno una volta a settimana). È in Spagna che svernano la quasi totalità delle squadre ciclistiche (un tempo era l’Italia) ed è in Spagna che si attesta l’incremento maggiore dei cicloturisti. Tanto che nel 2021 il settore ha generato 1.900 milioni di euro di fatturato e 22.567 posti di lavoro

Nella geografia a pedali spagnola c’è sempre stata una sostanziale aderenza tra le regioni dove la bicicletta è più diffusa e utilizzata e la distribuzione delle corse ciclistiche. Con un’unica eccezione: la Galizia. 

La Galizia è la terza comunità autonoma spagnola per diffusione della bicicletta (dopo Andalucia e Catalogna), la quarta per appassionati di ciclismo (dopo Paesi Baschi, Catalogna e Andalucia). Nonostante questo però non è mai riuscita ad avere una grande corsa nel suo territorio.


O Gran Camiño
Foto tratta dal sito internet del O Gran Camiño

La Vuelta a Galicia fu corsa per la prima volta nel 1933, saltò nel 1934, venne corsa per cinque volte tra il 1935 e il 1983. Tra il 1984 e il 2000 divenne un appuntamento fisso, e di discreto prestigio (tra i vincitori figurano Marino Lejarreta, Miguel Indurain, Andrew Hampsten, Abraham Olano, Frank Vandenbroucke), per poi perdersi per sempre. 

L’avvento del O Gran Camiño

Poi a metà del 2021 l’ex ciclista galiziano Ezequiel Mosquera, constatando l’assurdo squilibrio tra numero di appassionati, incremento del cicloturismo (dal 2001 al 2021 era cresciuto del 228%) e l’assoluta mancanza di corse nella regione, decise che la Galizia non poteva non avere una sua corsa. Anche perché di sponsor disposti a investire ce ne erano, solo che nessuno si era mai preso la briga di mettersi d’impegno per organizzare qualcosa. 

Ci mise poco Ezequiel Mosquera a fare in modo che tutto potesse partire davvero. 

Anche perché Ezequiel Mosquera aveva deciso di non cercare di riesumare il passato, una corsa a tappe che non era mai riuscita veramente a imporsi, ma creare qualcosa di nuovo, utilizzando quanto di meglio aveva da offrire il territorio: il Cammino di Santiago. Di una nuova Vuelta a Galicia nessuno sentiva il bisogno, ben diversa era invece la questione di una corsa a tappe dal nome O Gran Camiño. Perché se c’è qualcosa che attrae della Galizia, più ancora dei paesaggi meravigliosi che si possono incontrare nella regione, è proprio il Cammino di Santiago, sia esso percorso a piedi o in bicicletta.

E così una volta presentata l’idea alle autorità locali, queste hanno dato immediatamente l’avallo all’organizzazione. Anche perché era quello che aspettavano da anni.

Il vicepresidente della Xunta de Galicia, Alfonso Rueda, disse che “per anni la Galizia ha prima assistito passivamente alla crescita del turismo a piedi e in bicicletta legato al Cammino di Santiago, poi ha investito per migliorarlo. Quel che è stato tralasciato è lo sport. Sport e turismo insieme apportano benefici molto importanti per l’economia galiziana”.