Omloop Nieuwsblad 2025 | Søren Wærenskjold ha più calore da dare

Omloop Nieuwsblad 2025 | Søren Wærenskjold ha più calore da dare

01/03/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Prati di verde e giallo invernale, campi di fanga e acqua stagnante. È marzo, il primo marzo, ma il marzo in Belgio è assai meno rigoroso di quello italiano. Non c’è accenno di primavera alle porte, non nei colori, nemmeno nell’acqua caduta, figurarsi su alberi e campagne. In una luce piena di foschia, i corridori hanno provato a lasciare l’inverno alle spalle su di una bicicletta. Le pietre del Nord è l’ultimo baluardo della stagione che non molla mai. Altrove le biciclette si muovono con più piacevolezza, con più calore, atmosferico si intende, perché a bordo strada, lì dove le pietre puntano al cielo e non solo lì dove le pietre puntano al cielo, la gente dona a queste lande temperature equatoriali. 

La primavera è ancora un’idea lontana nelle Fiandre. L’inverno è stagione di luoghi privati e collettività frazionate in piccoli gruppi, ma intimi. Si sta bene assieme in inverno. Ci si scalda quanto meno. 

Avevano bisogno di calore anche i corridori che hanno corso la Omloop Nieuwsblad. Per questo è stata corsa di gruppo la Omloop Nieuwsblad

C’hanno provato i corridori a renderla corsa di solitudini. C’aveva idee esplosive il UAE Team Emirates – XRG e a quasi cento chilometri dall’arrivo, sul tratto di pavé in leggera salita di Lange Munte, ne ha proposte al gruppo assai di queste idee.

E c’aveva idee esplosive pure la Alpecin – Deceuninck e sul Molenberg, ha provato a dimostrare che erano quelle giuste. Il Molenberg è il muro più sottovalutato delle Fiandre. Non è durissimo certo, ma ha pietre scomode e cattive come nessuno. Sarebbe stato bello se l’azione decisiva fosse sorta lì, sarebbe stata la sua rivincita. Non è andata così. 

E non è andata così perché nessun Muro si è imposto sugli altri. Nemmeno il Muur, il Muro più muro di tutti gli altri, quello che dopo il gran rifiuto della Ronde ha trovato casa all’Omloop. Corsa di gruppo come era da un po’ che non si vedeva. E proprio per questo corsa democratica, quindi aperta a tutti. 

Corsa talmente democratica che in voltata la meglio ce l’ha avuta non il più forte più che velocista in circolazione, Jasper Philipsen: terzo. Non il probabilmente futuro più che velocista più veloce, Paul Magnier: secondo. La Omloop Nieuwsblad l’ha vinta Søren Wærenskjold, corridore veloce sì, ma soprattutto di fatica e di costanza, uno che non molla nemmeno se gli tirano le pietre della Roubaix. Anzi.

Søren Wærenskjold è uno che sogna la Roubaix, che ha sempre detto di essere più adatto alle pietre piatte che a quelle in salita. Lo ha ribadito quest’inverno. Ha aggiunto che però è sempre stato uno di bocca buona, che non si faceva problemi se un giorno fosse arrivato un podio in una classica del pavé. Sul podio ci è salito e direttamente sul gradino più alto. D’altra parte è inverno ancora nelle Fiandre, d’altra parte ci vuole compagnia per scaldarsi, d’altra parte è stata corsa di gruppo, d’altra parte il suo metro e novantacinque ha più calore da dare.

Volata di cattiveria e convinzione sfrenata nella possibilità di realizzare l’improbabile. Perché quando c’è di mezzo Jasper Philipsen e Wout van Aert nelle Fiandre, in certi finali di gruppetto nelle Fiandre, va sempre a finire che uno dei due vince e gli altri no. Non è andata così questa volta. Il ciclismo è in continua evoluzione, le corse sono in continua evoluzione, i corridori sono in continua evoluzione. Tutto molto prevedibile: la bicicletta non cambiando mai si è sempre adattata a qualsiasi cambiamento di ciò che le stava attorno. 

Ciò che non sembra cambiare mai è la capacità di Stefan Küng di fare tutto bene, benissimo, dare l’impressione di farcela, a noi e a se stesso, salvo poi ritrovarsi divorato da gruppi o gruppetti che si sono in qualche modo uniti e organizzati per riprenderlo. Siamo in epoca trumpiana e muskiana, quindi si potrebbe elaborare una bella teoria del complotto. 

E non cambia nemmeno l’abitudine di Wout van Aert di sbagliare posizione in gruppo quando non dovrebbe sbagliare posizione in gruppo. Poco male. Fosse perfetto forse non gli vorremmo così bene. 

L’ordine d’arrivo della Omloop Nieuwsblad 2025

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