Parigi-Roubaix Femmes 2026, la guida
08/04/2026Domenica 12 aprile si corre la Parigi-Roubaix Femmes 2026. Qui trovate tutto quello che serve sapere sulla corsa sul pavé francese
La Parigi-Roubaix Femmes 2026, che si corre domenica 12 aprile, sarà la più dura della storia. Una storia iniziata nel 2021, con un anno di ritardo – causa Covid – rispetto al previsto.
Parigi-Roubaix Femmes 2026, il percorso

Il tracciato è stato parzialmente rivisto rispetto le scorse edizioni. Più lungo, più duro, con più pietre. Sono stati aggiunti tre tratti in pavé, per un totale di 4,5 chilometri in più rispetto all’ultima edizione, vinta da Pauline Ferrand-Prevot. “Abbiamo eliminato i giri intorno a Denain per poter spostare il gruppo un po’ più a sud e aggiungere altri tratti in pavé. Haveluy è uno dei settori che ora potrebbe risultare decisivo”, ha spiegato il tracciatore Thierry Gouvenou.
Le donne anche quest’anno non passeranno per la Foresta di Arenberg. Gli ultimi diciassette settori in pavé – tra cui Mons-en-Pévèle e Carrefour de l’Arbre – sono invece identici al percorso della corsa maschile.
Tutti i settori in pavé
Parigi-Roubaix Femmes 2026, le protagoniste
La gara femminile terminerà dopo quella maschile. Una scelta, quella dell’organizzatore per dare alle corridore la fascia oraria televisiva del tardo pomeriggio che, in buona parte d’Europa, è più seguita rispetto a quella del primo pomeriggio (l’arrivo è previsto intorno alle 18,20).
Un anno fa la Roubaix la vinse Pauline Ferrand-Prévot. La quindici volte campionessa del mondo su strada, ciclocross, mountain bike e gravel parte da favorita anche perché al suo fianco potrà contare su Marianne Vos, una delle migliori specialiste delle gare di un giorno.
Se la dovrà vedere con Lotte Kopecky, in buona forma e soprattutto vogliosa di levarsi di dosso la delusione dell’ultimo Giro delle Fiandre. In squadra ha un’altra pretendente alla vittoria: Lorena Wibes. L’olandese ormai si è definitivamente trasformata in una cacciatrice di pietre. E ha una gamba eccezionale.
A 21 anni, Zoe Bäckstedt è una delle cicliste meno esperte alla Roubaix. L’inglese sa però imparare assai velocemente. Sul pavé serve forza, equilibrio, istinto e leggerezza e sono doti che Bäckstedt ha in abbondanza.
Stesse caratteristiche cha ha pure Elisa Longo Borghini. L’italiana non è al meglio, ma sulle pietre della Roubaix sa come si pedala e come si vince.
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