Giro delle Fiandre 2026, la dittatura democratica di Pogačar
05/04/2026Tadej Pogačar ha vinto il Giro delle Fiandre 2026. Dal nonnismo, con la complicità di Mathieu van der Poel contro Remco Evenepoel all’arrivo solitario. Il racconto della Ronde
Allo sbarbatello che voleva fare la rivoluzione al Giro delle Fiandre, i due (non) vecchi bucanieri delle pietre hanno riservato il peggiore dei trattamenti: lo smacco di matrice nonnistica. La crudeltà sportiva è una forma di cattiveria non sanzionabile, per fortuna, da tribunali internazionali, molte volte è una necessità, spesso una rappresentazione di bellezza.
Negli ultimi anni la Ronde era stata una questione tra Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel. E così doveva continuare ad essere. Così è infatti stato. Con Tadej Pogačar ancora una volta, la seconda di seguito, la terza di sempre, davanti a tutti. E Mathieu van der Poel un po’ dietro, né troppo vicino né troppo distante, lontano abbastanza però da lasciare sfondo libero dietro le braccia alzate dello sloveno.
Tra Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel voleva inserirsi Remco Evenepoel. Il campione belga si era avvicinato al Giro delle Fiandre 2026 al solito modo remcano, un misto tra fiducia totale in se stesso, speranza assoluta di non essere smentito, pisciatine per marcare il territorio, con tanto di teatrino beffardo contro la stampa per cercare di evitare di mascherare dissidi interni.
Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel hanno finto di ignorare tutto questo, hanno commentato la notizia della prima partecipazione del bel belga Ronde con un po’ di noncuranza e un filo di sospetto. Lo hanno guardato muovere i pedali sulle prime pietre, lo hanno visto essere un convincente protagonista, hanno visto il lui crescere la speranza tra l’aorta e l’intenzione. Poi lo hanno staccato sul primo passaggio del Paterberg.
Remco Evenepoel ha dato il meglio della sua tenacia nei chilometri successivi. Dopo il Koppenberg aveva provato a rientrate. Ci era andato vicino, era arrivato alle loro spalle, li aveva visti, quasi odorati. Pogačar e van der Poel si erano girati, avevano fatto finta di attenderlo, hanno poi accelerato quel tanto che basta per ridistanziarlo. Un poco gentile modo per dire al belga: vuoi davvero vincere la Ronde? Guarda e impara. Remco Evenepol ha guardato e, forse, imparato. Il nonnismo lo si odia, poi lo si incamera, a volte ci si ribella, altre volte lo si fa pagare. Vedremo che succederà, Remco al momento avrà tempo per rifletterci.
Il Giro delle Fiandre 2026 è stato forse la migliore rappresentazione della Ronde degli ultimi anni. Probabilmente però la meno entusiasmante. Una corsa massacrata dai gregari del campione del mondo sul Molenberg, messa su binari sloveni da Pogačar sul secondo passaggio sull’Oude Kwaremont, risolta, ma solo con il senno del poi, sul primo passaggio sul Paterberg a 55 chilometri dall’arrivo.
Tadej Pogačar e Mathieu van der Poel si sono concessi una tregua armata per evitare che lo sbarbatello impertinente rientrasse. Poi, Tadej Pogačar ha staccato Mathieu van der Poel sull’Oude Kwaremont, si è concesso il suo tradizionale momento di solitudine, ha raggiunto Oudenaarde in beata solitudine. Un bravo artista visivo sa cosa si aspetta il pubblico e sa come soddisfarlo.
La sua maglia di campione del mondo ha percorso quel pezzetto di Fiandra concedendo la sua maestria e la sua supremazia a tutti. Non ha negato eleganza, non ha negato sorrisi. Ha concesso a tutti applausi e allez. Anche perché è riuscito a parcellizzare la Ronde, a renderla a trasformare il gruppo in singoli. Strambo, ma vero: la dittatura a volte concede sprazzi di iper democraticità.
Una vittoria che è un avviso. Non solo ciclistico. Anche a parole. “Non corro molto
(tre corse in questa stagione: Strade Bianche, Sanremo, Fiandre e tre vittorie), quindi quando corro, voglio vincere. Posso esserne molto contento. Posso andare a Roubaix tra una settimana con ancora più motivazione e cercare di divertirmi sul pavé”.
Un anno fa Mathieu van der Poel riuscì a respingere l’arrembaggio sloveno. Tra una settimana invece?
Così all’arrivo del Giro delle Fiandre 2026
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