Quelli come Lilian Calmejane
21/10/2024Il ritiro dal ciclismo, ma non dalla bicicletta di Lilian Calmejane e quello che ci avvicina ai corridori come lui
Lilian Calmejane ha passato le ultime otto stagioni a cercare di scappare dal gruppo. Perché quelli come Lilian Calmejane non possono fare altro che correre così, alla continua e incessante ricerca di una fuga per provare a vincere. Una “vitaccia”. Ci sta che dopo otto stagioni e a trentun anni uno si senta sfinito e si ritiri. Prima della sesta tappa del Gree-Tour of Guangxi è salito per l’ultima firma al podio firme. La sesta tappa del Gree-Tour of Guangxi è stata la sua ultima corsa. D’ora in poi farà altro, continuerà a pedalare per conto suo, per passione, perché “come si fa a smettere di pedalare?”.
Non lo farà più in gruppo: “A essere onesto, franco e trasparente (cosa che mi ha dato anche problemi ma ha permesso anche di incontrare alcune delle persone migliori che abbia mai conosciuto), non trovo più il mio posto nel gruppo WorldTour. È vero che il ciclismo è cambiato radicalmente in pochi anni, ma è anche il mio giudizio sul ciclismo di alto livello a essere cambiatoa. Ho sempre visto questa professione come un’opportunità unica in cui poter coniugare piacere e professionalità. Da qualche anno a questa parte, mi sento un po’ in difficoltà e meno appagato
Quelli come Lilian Calmejane non appaiono negli albi d’oro dei grandi giri e nemmeno negli albi d’oro della classiche o delle grandi corse. Al massimo vincono una tappa in una corsa a tappe di tre settimane, ma può non accadere. A Lilian Calmejane è successo sia al Tour de France sia alla Vuelta.
Quelli come Lilian Calmejane di solito ce li si scordano, anzi li scordano i più, dopo qualche anno, si trasformano in una domanda del tipo: “Come diavolo si chiamava quello lì che era sempre in fuga in quegli anni?”.

C’è sempre qualcuno che se ne esce così. Io consiglio di evitare certa gente, ma sono uno che si è appassionato a Thomas Voeckler e Christophe Riblon, a Salvatore Commesso e Rui Costa, a Steve Cummings e Ruben Plaza, ad Alessandro De Marchi e Pierre Rolland, quindi sono perfettamente consapevole di non poter dare consigli a nessuno.
Eppure sono proprio quelli come Lilian Calmejane, quelli che non possono far altro che cercare l’evasione a riempirci i pomeriggi primaverili ed estivi. Senza quelli come Lilian Calmejane il nostro amatissimo ciclismo sarebbe bello comunque, ma un po’ meno. Perché ci assomigliano quelli come Lilian Calmejane, altro che i fenomeni tipo Tadej Pogacar e Remco Evenepoel. Loro no, la loro perfezione è per noi inarrivabile. Quelli come Lilian Calmejane invece hanno un che di noi che ci ostiniamo a pedalare nonostante il ciclismo ci abbia fatto capire che non dovrebbe essere cosa nostra. Sono romantici e idealisti quelli come Lilian Calmejane, corrono scappando in continuazione, sognano sempre di fregare il gruppo pur sapendo benissimo che è missione difficile, quasi impossibile.
Quelli come Lilian Calmejane corrono, attaccano, sperano, accettano la realtà. Poi ci riprovano. Sono le speranza andate a male, le uniche che ci fanno sentire vivi. Il ritiro di Lilian Calmejane lascerà posto a un altro come Lilian Calmejane, qualcun altro che i più dimenticheranno, ma che per qualcun altro sarà uno specchio nel quale specchiarsi.

