Riunioni d’urgenza per fermare Tadej Pogacar al Giro d’Italia

Riunioni d’urgenza per fermare Tadej Pogacar al Giro d’Italia

14/05/2024 0 Di Poldo Capanna

Giorno di riposo lo chiamate voi perché non siete dove sono io. O perché al Giro d’Italia non ci siete mai venuti a lavorare. Nel giorno di riposo non ci si riposa per niente, anzi. Anche perché arriva sempre di lunedì e va detto che al lunedì girano le balle a tutti, soprattutto ai capi, quindi è un massacro. Soprattutto se non si è capi. 

Ieri a Napoli c’è stata una riunione d’urgenza del nucleo operativo del ministero del Made in Italy. C’erano tutti i capoccia, più o meno importanti. L’ordine del giorno era questo: e ora che facciamo se Tadej vince tutto, tutti i giorni? 

Dall’entourage del ministro la preoccupazione è tanta. Doveva essere il biglietto da visita del Made in Italy nel mondo e nella prima settimana hanno disdetto in centocinquantamila le ferie estive in Italia e hanno tutti prenotato in Slovenia. Insomma c’è chi prospetta una debacle economica paragonabile al Superbonus. Per questo dal governo è arrivato un diktat: fate in modo che non vinca Tadej Pogacar

Gli alti papaveri del ministero si sono arrovellati la testa per ore. Non è uscito nulla. Poi per fortuna si è palesato un oscuro figuro del ministero dell’Agricoltura che se ne esce con la genialata: “Ma fate come noi no?”. Nessuno capiva. “Ma sì, come abbiamo fatto noi”. Nessuno capiva. “Ma sì, noi per liberarci dei comunisti romagnoli, i peggiori comunisti al mondo, abbiamo inviato dei pomodorini avariati nelle scuole: centotrentadue bambini e sette insegnanti intossicati, quattro scuole elementari chiuse. Un successo pazzesco”. 

Al nucleo operativo del ministero del Made in Italy hanno esultato, c’è chi dava del genio all’oscuro figuro. Tutto era pronto per agire. Buste su buste di pomodorini trattati con chissà che cosa, c’è chi dice con il cibo di una mensa aziendale di Rho, erano pronte per essere donate alla squadra della maglia rosa quando ho fatto notare che se Pogacar abbandonava il Giro d’Italia per un cagotto causato da pomodorini donati dal ministero del Made in Italy questo poteva essere un problema per il Made in Italy. È piombato lo sconforto nel nucleo operativo. Il ministro ha convenuto con me.

I tecnici sono al lavoro per un’altra soluzione. D’altra parte se non è riuscita la lobby della moda a fermare Pogacar come può farcela il gruppo operativo del Made in Italy che ha risorse inferiori?, si chiedono al nucleo operativo.

Si parla ora di far intervenire in qualche modo gli squadroni del Made in Italy con manganelli e olio di ricino. C’è un problema però: tutti si sono messi a coltivare qualche specialità locale che fino a vent’anni fa nessuno aveva mai nemmeno sentito nominare e di ricino non ce ne è più. 

Vabbé, almeno oggi difficile che succeda qualcosa a Tadej Pogacar. Domani vedremo.


AVVISO AI LETTORI – Ogni riferimento a cose, persone o fatti realmente accaduti è (quasi) puramente casuale. Nessun ciclista è stato maltrattato nella realizzazione di questo servizio.


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