Il Ruanda avrà la sua grande corsa World Tour
13/11/2025Nuovo incontro tra Uci e Federazione ciclistica del Ruanda. L’idea è quella di una corsa in linea stile Mondiale 2025
Lì dove Tadej Pogacar si è rivestito dell’iride dopo un lunghissimo e solitario pedalare, tornerà il ciclismo. E tornerà in grande stile. L’Africa ha bisogno di grandi corse per accelerare la crescita di un movimento che, nonostante l’addio di qualche anno fa dell’unica squadra africana di livello mondiale (il Team Qhubeka), continua a crescere. E la grande corsa potrebbe essere vicina.
Il presidente della Federazione ciclistica del Ruanda, Samson Ndayishimiye, e il presidente dell’Union Cycliste Internationale, David Lappartient, si erano visti, com’era normale accadesse, diverse volte a settembre nei giorni del Mondiale di Kigali. Si sono rivisti in questi giorni, come confermano a Girodiruota fonti interne all’Uci.
Samson Ndayishimiye aveva detto ieri a La Dernière Heure che entrambe le parti stanno valutando come sfruttare lo slancio dei Campionati del mondo del 2025 a Kigali. Aggiungendo che la federazione desidera che “i Mondiali lascino un’eredità: stiamo valutando il modo migliore per affrontare questo aspetto. Dobbiamo stabilire la data ideale per una gara, ma dobbiamo anche considerare il formato più adatto. Vogliamo presentare un gruppo di partecipanti di alto livello”.
Al momento la Federazione ruandese non ha avanzato ancora una proposta precisa. Né per tipologia di corsa (in linea o a tappe?), né per posizionamento in calendario. L’idea però potrebbe essere quella di confermare il Tour du Rwanda (al momento classificato Uci 2.1) e aggiungere una corsa in linea con il Mur de Kigali come grande attrazione ciclistica. Una corsa che potrebbe entrare direttamente nel calendario World Tour come è già accaduto un anno fa con la Copenhagen Sprint.
Ndayishimiye ha affermato, sempre a La Dernière Heure, che Federazione, governo e Uci stanno lavorando assieme, ma che i prossimi passi necessitano di un’attenta valutazione. “Il desiderio comune c’è, ma dobbiamo compiere le scelte giuste”. Il 2027 però potrebbe essere l’anno del debutto della nuova corsa ruandese.
I problemi da risolvere sono essenzialmente politici. “L’Union Cycliste Internationale è rimasta più che soddisfatta della kermesse iridata per pubblico, ascolti e pubblicità”, ha riferito a Girodiruota una fonte interna all’Uci. “Il problema non è economico, è d’immagine. Le accuse di sportwashing nei confronti del governo ruandese e ciò che sta accadendo nella Repubblica democratica del Congo hanno rallentato un po’ i piani. Il debutto già nel 2026 della nuova corsa era possibile sino a giugno, poi tutto ha subito una frenata. Ma l’intesa c’è”.

