Simon Yates ha annunciato il suo ritiro dal ciclismo

Simon Yates ha annunciato il suo ritiro dal ciclismo

07/01/2026 0 Di Giovanni Battistuzzi

Il 14 settembre del 2025 non ci sono state ruote in alto che giravano. Non ci sono state pacche sulle spalle o saluti, lacrime o addi. E non c’è stato tutto questo perché, prima che iniziasse il Grand Prix Cycliste de Montréal 2025 nessuno poteva immaginare che quella corsa poteva essere l’ultima corsa di Simon Yates. Solo l’inglese, forse, ci stava pensando, aveva preso in considerazione l’ipotesi che quella poteva essere l’ultima volta in gruppo.

“Ci pensavo da un po’ e ora mi sembra il momento giusto per dire addio a questo sport”, ha scritto in una lettera pubblicata sul sito della sua squadra, il Team Visma | Lease a bike, annunciando il suo addio al ciclismo. “So che per molti potrà essere una sorpresa, ma non è una scelta presa alla leggera. Ci ho pensato a lungo e ora sento che questo è il momento giusto per fare un passo indietro e lasciare questo sport”.

Simon Yates ha deciso di ritirarsi al termine di una delle stagioni migliori della sua carriera. Quella della vittoria del Giro d’Italia ribaltato sul Colle delle Finestre, quella della vittoria di tappa in cima Puy de Sancy al Tour de France.

Ha chiuso dal vincente, perché Simon Yates un vincente lo è sempre stato. Un corridore capace di trovare un po’ di luce anche nei momenti più difficili. Un attaccante dotato di un’eccezionale capacità di leggere la corsa, di capire quand’era il momento migliore per diventare un uomo solo al comando. Uno che si guardava indietro solo per constatare, a giochi fatti, la distanza sugli inseguitori.

Di lui, Shayne Bannan – il general manager della sua prima squadra professionistica, l’Orica GreenEDGE – disse: “Mi ha colpito l’intelligenza. Le sue doti atletiche non si discutono, le avete viste. L’intelligenza viene fuori però giù dalla bicicletta”.

È venuta fuori anche in bicicletta. È apparsa anche nel suo ultimo saluto, scritto, al ciclismo.

“Il ciclismo ha fatto parte della mia vita da quando ho memoria. Dalle prime gare su pista al Velodromo di Manchester, fino a competere e vincere sui palcoscenici più importanti e a rappresentare il mio paese ai Giochi Olimpici, ha segnato ogni capitolo della mia esistenza”, ha scritto.

Aveva iniziato come pistard, aveva vinto i Mondiali tra gli Junior nell’Americana, la Corsa a punti tra i grandi. Poi aveva sentito il richiamo delle montagne. E in salita si è ritagliato il suo piccolo spazio nella storia del ciclismo.

“Sono profondamente orgoglioso di ciò che sono riuscito a ottenere e altrettanto grato per le lezioni che questo percorso mi ha insegnato”. Ha continuato: “Le vittorie resteranno sempre momenti speciali, ma anche i giorni più difficili e le battute d’arresto sono stati fondamentali: mi hanno insegnato la resilienza e la pazienza, rendendo i successi ancora più significativi”.

Aveva ancora qualcosa da dare al ciclismo? Senz’altro. Corridori come lui hanno sempre qualcosa da dare al ciclismo. Dire addio a qualcosa è complicato, ma nasce da un’esigenza o da una paura. Ed è giusto seguire questa esigenza e provare a fare i conti con questa paura. E Simon Yates ha sempre fatto i conti giusti.

Lascio il ciclismo professionistico con grande orgoglio e con un profondo senso di serenità. Questo capitolo mi ha dato molto più di quanto avrei mai potuto immaginare: ricordi ed emozioni che resteranno con me ben oltre la fine delle corse, qualunque cosa mi riservi il futuro. Grazie per il viaggio”.

Grazie a te Simon Yates.