La Soudal – Quick Step 2026 prova a restaurare il Wolfpack

La Soudal – Quick Step 2026 prova a restaurare il Wolfpack

29/10/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Non è facile cambiare la propria natura. Anche quando ci si mette di impegno, anche quando si fa di tutto per essere qualcosa di diverso.

Non è semplice allontanarsi da ciò che si è stati, se quello che si è stati lo si è stati per anni e che questo altro non è che lo spirito di un’idea che è esistita sin dal primo momento.

Una squadra di ciclismo non è solo una somma di biciclette e corridori che muovono i pedali. È un corpaccione mutevole e composito, spesso tenuto assieme da un’idea di movimento capace di indirizzare sforzi, ambizioni e sogni. A volte è un richiamo verso qualcosa, che resiste al cambio degli uomini in ammiraglia, dei corridori in corsa, del personale che assiste chi è in ammiraglia e chi è in gruppo. E questo perché ogni richiamo risponde a un’identità, a un immaginario collettivo.

Quello della ora Soudal – Quick Step, nata Quick Step – Davitamon, porta alle lande del Nord, a quelle campagne animate da collinette senza panorama e da stradine dimenticate dalla modernità. Porta a un ciclismo da un colpo e via, da poche ore soltanto, nel quale tutto si decide in un giorno. Anche quando ci sono tre settimane da pedalare.

Era così dall’inizio, per atto di fondazione. Perché il gruppo creato (nel 2003) e guidato sino a un anno fa da Patrick Lefevere era stato creato per vincere il maggior numero possibile di classiche, il maggior numero possibile di tappe nei giri, lunghi o corti che fossero, evitando di pensare troppo alle classifiche generali. Non poteva essere altrimenti visto che il dirigente belga aveva fuso il “reparto classiche” della Mapei con il meglio della Domo – Farm Frites, lo squadrone belga da pavé creato, sempre da Patrick Lefevere, due anni prima attorno a uno dei più forti corridori sulle pietre della storia: Johan Museeuw.

Dal 2003 a oggi il gruppo dell’odierna Soudal – Quick Step ha vinto otto volte il Giro delle Fiandre, sei volte la Parigi-Roubaix e settantasei classiche e semiclassiche del pavé. Per anni, molti anni, era semplicemente la squadra da battere. E questo nonostante non sempre avessero al via il migliore interprete di quel momento delle classiche sulle pietre. La banda Lefevere era la squadra da battere perché era quella che interpretava meglio quel genere di corse. Erano il Wolfpack e al via, lassù al nord, riuscivano a a fare in modo che il valore della squadra superasse, e di gran lunga, il valore dei singoli.

Poi cambiò molto. Cambiò tutto.

E fu colpa dell’amore. Dell’innamoramento che rapì Patrick Lefevere nel vedere correre Remco Evenepoel.

Il campione belga arrivò nel 2019. Per qualche anno il general manager cercò di rafforzare il reparto grandi giri senza danneggiare troppo l’anima pietristica della squadra. Poi, visto il budget inferiore a molte altre squadre, dovette fare una scelta. E Patrick Lefevere scelse Remco Evenepoel. E con lui si orientò verso le Ardenne e le corse a tappe, dimenticandosi delle Fiandre e delle pietre.

Fu una storia d’amore intensa e a tratti meravigliosa. Fu soprattutto un’errore storico.

Una parentesi che si è chiusa a ottobre. Al Giro di Lombardia 2025 Remco Evenepoel ha corso la sua ultima gara con la Soudal – Quick Step. Nel 2026 inizierà la sua avventura alla Red Bull – BORA – hansgrohe.

L’addio a Remco, ha riportato il gruppo che fu di Patrick Lefevere e ora è guidato da Jurgen Foré sulla vecchia strada. In ammiraglia sono arrivati Niki Terpstra e Sep Vanmarcke, due vecchi lupi del pavé, il primo capace di vincere un Fiandre e una Roubaix, il secondo capace di salire sul podio in quasi tutte le classiche sulle pietre (e di vincere una Omloop Het Nieuwsblad).

In gruppo invece sono arrivati Dylan van Baarle e Jasper Stuyven, due non più di primo pelo, ma capaci di finire spesso e volentieri nelle primissime posizioni delle corse sul pavé. E di vincerle ogni tanto: van Baarle conquistò una Roubaix nel 2022. Oltre a Laurenz Rex, uno che sul pavé sa andare forte e ha ampi margini di miglioramento.

Il Wolfpack vuole tornare a essere protagonista. Vuole rinnovare una storia gloriosa, scemata un po’ negli ultimi anni.

La Soudal – Quick Step si è riconcessa la possibilità di seguire il suo richiamo, di interpretare di nuovo il suo ruolo nel ciclismo. Per provare a sfidare di squadra i migliori interpreti delle pietre che questa volta stanno tutti altrove. I lupi sono tornati in Belgio da qualche anno, chissà se il ciclismo ritroverà il suo branco di lupi.