Strade Bianche 2025 – la guida

Strade Bianche 2025 – la guida

05/03/2025 0 Di Giovanni Battistuzzi

Sabato 8 marzo 2025, la Strade Bianche diventerà maggiorenne, almeno per edizioni. Per tempo servirà aspettare qualche mese. È nata ottobrina la Strade Bianche. Anzi la Monte Paschi Eroica, perché quella corsa venne corsa il 9 ottobre del 2007 da Gaiole in Chianti a Siena. Solo due anni dopo la caratteristica della corsa si fece nome. Strade Bianche per evidenza, poi per antonomasia. Perché è in Toscana che la polvere è ritornata nel ciclismo. Prima all’Eroica, poi ovunque: alla Strade Bianche, al Giro d’Italia, in Francia al Tour de France (e pensare che proprio il Tour poteva essere il luogo del grande ritorno dello sterrato), in Spagna alla Clásica Jaén. E poi quasi ovunque. Perché il fascino dello sterrato ha colpito quasi ovunque.

È nata ottobrina, si è trasformata in apertura di una stagione. Non è una classica Monumento, non lo sarà mai (non almeno per un bel po’ di tempo), perché la storia nel ciclismo ha un peso specifico altissimo. Poco male, le definizione sono spesso inutile e per percorso, albo d’oro e attesa, la Strade Bianche è già corsa di primissimo livello. Anzi, è già la prima corsa che può risolvere, se vinta, una stagione.

Il percorso della Strade Bianche 2025

Saranno 213 i chilometri che i corridori dovranno affrontare, due in meno di un anno fa, ma con un settore di sterrato in più, quello di Serravalle dopo 99,9 chilometri di corsa. In totale i chilometri sugli sterri sono passati da 71,5 a 81,7. E dieci chilometri e duecento metri non sono poca cosa.

Strade Bianche 2025 percorso

Il finale è identico a quello di un anno fa, con il raddoppio dei settori di Colle Pinzuto e delle Tolfe e con in mezzo la Strada del Castagnaio e Montechiaro tanto per gradire. Un anno fa Tadej Pogačar rese questa modifica ininfluente: partì sul Monte Santa Maria, lì dove sempre si era decisa la corsa, pedalò in solitaria per oltre ottanta chilometri, stravinse.

L’altimetria della Strade Bianche 2025

Strade Bianche 2025 altimetria

I settori di sterrato

settorenomekmlunghezzakm salitapendenza
massima
difficoltà
1Vidritta142,1*
2Bagnaia21,35,83,215%***
3Radi33,44,41,512%**
4La Piana44,16,4**
5Lucignano d’Asso76,811,9***
6Pieve a Salti89,78211%****
7Serravalle99,99,3110%***
8San Martino in Grania112,79,55,612%*****
9Monte Sante Marie13111,54,518%*****
10Monteaperti161,30,60,613%**
11Colle Pinzuto167,72,42,515%****
12Le Tolfe171,911,10,518%****
13Strada del Castagno175,40,7***
14Montechiaro189,23,3**
15Colle Pinzuto195,92,42,515%****
16Le Tolfe202,21,10,518%****

La startlist della Strade Bianche 2025

Vincesse anche quest’anno, Tadej Pogačar salirebbe a tre successi e avrebbe la soddisfazione di avere oltre al trofeo pure un settore di sterrato dedicato a imperitura memoria. L’unico ad averlo è Fabian Cancellara.

Se la dovrà vedere con Tom Pidcock. L’inglese è in buona forma, ha già vinto quest’anno (due tappe e la classifica generale all’AlUla Tour e una tappa alla Vuelta a Andalucia) e ha già vinto la Strade Bianche, ma stare con il campione del mondo è missione improba.

L’unico altro vincitore della corsa al via sarà Michał Kwiatkowski. Pure il polacco è in buona forma, ha vinto la Clásica Jaén, vederlo primo a Siena sarà però difficile.

La Lotto Dstny punterà su Lennert van Eetvelt. E va fatta attenzione al 23enne belga. Un anno fa finì 11esimo al termine di una lunga fuga e, soprattutto, dopo aver lavorato a lungo per il suo allora compagno di squadra Maxim van Gils (che doveva essere al via, ma che l’influenza lo ha lasciato a casa). Da allora è migliorato parecchio. Il suo avvio di stagione non è stato eccezionale, al UAE Tour ha fatto fatica, ma non è corridore da poter sottovalutare.

In Francia c’è molta attesa per Romain Grégoire: alla sua prima Strade Bianche, nel 2023, si piazzò ottavo. Era quello il suo primo anno da professionista. Quest’anno si è piazzato quarto alla Volta ao Algarve e ha vinto la Faun-Ardèche Classic Al suo fianco avrà poi Valentin Madouas (secondo nell’edizione 2023) e David Gaudu (già vincitore di tappa al Tour of Oman di quest’anno e, sembra, molto più libero dai pesi interni che l’hanno limitato negli anni scorsi).

E poi c’è Marc Hirshi. In forma, ritornato il corridore di qualche anno fa, ma mai a suo agio sugli sterrati.

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